
Eric Huanca Quispe. Età: 17 anni. Professione: studente liceale. Disciplina: mezzofondo. Allenatore: Marta Salvadè. Titoli di rilievo: Campione svizzero U18 1000 m (indoor), bronzo agli EYOF (outdoor); Campione svizzero U18 1500 m (outdoor); 4° posto ai Campionati svizzeri assoluti, Campione ticinese U18, U20 e assoluto 800 m (outdoor); Campione ticinese U20 e assoluto 1500 m (outdoor); 1° posto al Brixia meeting (gara internazionale outdoor); Campione svizzero U18 1000 m (indoor), 3° ai Campionati Svizzeri assoluti (indoor);… solo per citarne alcuni e senza precisare i numerosi record conquistati! Dei risultati così significativi non se ne vedevano da tempo. Riportano alla mente i tempi di Irene Pusterla, grande portabandiera della Vigor. Sembra quasi un passaggio di testimone tra la “quota rosa” di allora e la “quota blu” di oggi.
Quello che sei riuscito a concretizzare è davvero sorprendente. Ma partiamo dall’inizio: come nasce la tua passione per questo sport? È nata un po’ per caso. Prima facevo sport soprattutto per tenermi in forma: per diversi anni ho praticato nuoto a livello amatoriale, senza gare o competizioni. A un certo punto ho voluto provare qualcosa di diverso. Mi è sempre piaciuta la bici e anche la corsa, così ho detto: proviamo con l’atletica. Vivendo ad Arzo, mi sono recato a Ligornetto dove, con la Vigor, ho capito che questo sport era davvero quello che faceva per me. Il primo anno non sono arrivati risultati straordinari. Poi, dal secondo anno, quando ho cambiato allenatore e ho iniziato a lavorare con Marta Salvadè, qualcosa è scattato. Ho cambiato mentalità, sia nel modo di vivere lo sport sia nel modo di affrontarlo ogni giorno. Sono passato dal fare sport per stare in forma… al vivere per lo sport.
Parli di un vero e proprio “click”. Quando è successo? Può sembrare banale, ma a un certo punto ho semplicemente deciso che le cose dovevano cambiare. Mi sono detto: adesso si fa sul serio. Ho iniziato ad allenarmi con più costanza e disciplina. Non c’è stato un evento preciso, è stata una scelta consapevole.
Costanza e disciplina diventano quindi fondamentali. Ma come riesci a conciliare allenamenti, scuola e tempo libero? Non è semplice: negli sport d’élite è una sfida. In Ticino, rispetto ad altri Cantoni, non esistono molte facilitazioni per gli sportivi. L’unico vero vantaggio è un’ora di ginnastica in meno a settimana. Altrove magari si riescono ad avere programmi scolastici più adattati… e visto che mi alleno sette giorni su sette, e che diventeranno l’anno prossimo otto o nove sessioni settimanali, la gestione è complicata, ma alla fine un equilibrio si trova.
Tempo libero quindi poco? Non tantissimo. Però cerco di ritagliarmi dei momenti con gli amici e anche per me stesso. È importante avere i propri spazi.
Fuori dall’atletica hai altre passioni? Oltre allo sport in generale, seguo con grande interesse e in modo particolare la Formula 1.
A scuola invece? Frequento il liceo a Mendrisio con indirizzo fisica e applicazioni della matematica. Una scelta legata a quello che vorrei fare in futuro. Non voglio dedicare tutta la mia vita esclusivamente allo sport. Mi piacerebbe studiare ingegneria meccanica e magari lavorare nel motorsport. Per arrivare lì il percorso liceale è la strada più adatta. Lo sport può dare tantissimo, ma è giusto pensare anche al futuro.
Passando alla sfera agonistica: quando affronti una gara hai rituali scaramantici? Sì, in un certo senso. Negli ultimi quattro anni ho sempre usato le stesse calze da gara e anche lo stesso abbigliamento per il riscaldamento. Cerco di mantenere una sorta di rituale per entrare nel “mood” della gara.
Come vivi la pressione delle competizioni? La vivo bene. Mi piace gareggiare e mettermi alla prova. La pressione non mi spaventa, anzi in qualche modo mi aiuta a performare meglio.
Il primo grande risultato? Il primo titolo svizzero Under 16 sui 600 metri nel 2023. Avevo iniziato da circa otto mesi con la mia allenatrice. È stato un grande passo avanti!
Poi è arrivata anche la nazionale? Sì, nel 2024 ho indossato per la prima volta la maglia rossocrociata. La gara non è andata come speravo, ma l’esperienza è stata incredibile. L’ambiente, le persone, il livello… quando sei a un Europeo capisci che le cose iniziano davvero a farsi serie.
Il 2025 invece è stato un anno straordinario… Ho iniziato la stagione indoor con un record svizzero sui 1500 metri. Poi sono arrivati altri risultati importanti: record sui 1000 metri, podi, titoli svizzeri giovanili e anche un 4° posto ai Campionati svizzeri assoluti, sfiorando il podio per due centesimi. È stata davvero una stagione incredibile.
E il 2026? Anche l’inizio di questo anno è andato molto bene. Ho migliorato diversi tempi indoor e sono riuscito a salire sul podio ai campionati svizzeri assoluti sugli 800 metri, conquistando anche il titolo Under 20.
Qual è ora il grande obiettivo? I Mondiali Under 20 a Eugene, in Oregon. Stiamo preparando la stagione outdoor con questo traguardo in mente.
E il sogno più grande? Le Olimpiadi del 2028 a Los Angeles. So che è difficilissimo, ma provarci è il mio obiettivo. E proprio per questo vorrei ringraziare la mia famiglia, perché le mie scelte inevitabilmente condizionano anche le loro. E poi la mia allenatrice Marta, che sta facendo tanti sacrifici quanto me: il nostro è un percorso costruito insieme.







