Il poema cavalleresco in un ciclo di incontri

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Angelica incide il nome di Medoro sulla corteccia, affresco di Giambattista Tiepolo nella sala dell’Orlando furioso di Villa Valmarana “Ai Nani” a Vicenza.

Avventure intricate, capovolgimenti di fronte, duelli, magie, incantesimi e vicende amorose. Sono gli elementi portanti del poema cavalleresco, tema del nuovo ciclo di incontri letterari che si aprirà a LaFilanda di Mendrisio questa domenica 11 ottobre alle 17.

Il genere letterario – sviluppatosi nel Medioevo e diffusosi nel Rinascimento – trae le sue origini dalle chansons de geste (la più celebre è la Chanson de Roland) in cui si narravano le imprese degli eroi del periodo merovingio o carolingio, e da romanzi cortesi bretoni, trasposizione letteraria della corte medievale ideale. “Dalla loro fusione nasce appunto un genere colto il poema cavalleresco del ‘400 e del ‘500” spiega il professor Francesco Bianchi relatore dei quattro appuntamenti in calendario l’11, il 18 e il 25 ottobre e l’8 novembre prossimi al centro culturale di Mendrisio. Entrare nel mondo del poema cavalleresco significa varcare le soglie dell’universo del fantastico, del magico, del verosimile e dell’inverosimile.
Le letture saranno affidate alle voci di Maria Luisa Cregut, Francesco Crescimanno e Roberto Regazzoni. I testi della prima serata riguarderanno il Morgante, poema quattrocentesco di Luigi Pulci, poeta controcorrente già alla corte di Lorenzo de’ Medici. Morgante – continua il relatore – è un gigante che incontra uno strano personaggio, Margutte, insieme al quale vivrà avventure sorprendenti. I riflettori si accenderanno sul brano spassoso del loro incontro: “capolavoro è la professione di fede gastronomica di Margutte, vero e proprio gaudente”.
Bianchi parlerà quindi dell’Orlando innamorato di Matteo Maria Boiardo, poema interrotto la cui continuazione e i cui personaggi saranno ripresi da Ludovico Ariosto, autore dell’Orlando furioso, poema cavalleresco pubblicato per la prima volta nel 1516 a Ferrara, che sarà al centro del secondo e del terzo incontro.
Si inizierà dalla lettura del Proemio, con il celeberrimo esordio Le donne, i cavalier, l’arme e gli amori che riconduce ai cicli delle armi e degli amori accennati in apertura. Si passerà poi a una lettura trasversale del primo canto “per narrare cosa racchiude il poema, i meccanismi narrativi contenuti, i personaggi e le loro peculiarità” con il tema centrale della fuga di Angelica, simbolo del desiderio irraggiungibile. “Poi c’è l’imbarazzo della scelta per la lettura di altri episodi” ci dice il nostro interlocutore. Quello della maga Alcina che attira i cavalieri di cui si innamora per poi trasformarli in piante, impedendo loro di scappare: Ruggero raggiunge la sua isola in groppa al cavallo alato e anche lui viene irretito dalla maga. È pure intenso e suggestivo l’episodio di Astolfo tramutato in mirto. Spicca inoltre il personaggio di Rodomonte che verrà posto sotto i riflettori.
La serata del 25 ottobre sarà dedicata sostanzialmente alla pazzia di Orando originata dalla perdita dell’amore di Angelica. Il relatore offrirà una lettura psicanalitica che mette in luce i meccanismi psicologici di autodifesa e le reazioni di Orlando. “E naturalmente – continua – seguiremo il recupero del senno sulla luna”.
Nel contesto dell’ultimo appuntamento, domenica 8 novembre, il pubblico verrà condotto nel mondo de La Gerusalemme liberata di Torquato Tasso, anch’egli poeta della corte estense di Ferrara; il periodo però è cambiato, ci troviamo in piena Controriforma. Un’opera molto travagliata, “un poema storico di rara bellezza” afferma Francesco Bianchi che approfondirà il Proemio per metterlo a confronto con quello dell’Orlando furioso. Il pezzo forte della serata sarà costituito dal duello violento e drammatico tra Tancredi e Clorinda, amanti ma nemici, in quanto appartenenti a due eserciti diversi. Di questo brano verrà proposta una lettura stilistica e una lettura musicologica curata da Enrico Rezzonico, facendo riferimento al madrigale composto da Claudio Monteverdi.