Un docufilm su Pietro Chiesa

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Edifici costruiti per ospitare realtà dai contenuti forti per lo sviluppo del territorio. Sono importanti le tracce lasciate nel Mendrisiotto da Pietro Chiesa (1854-1940) durante la sua straordinaria vita: fece grande fortuna come emigrante in Argentina e al suo ritorno, dispensò parecchie risorse economiche per il bene della sua terra d’origine. Attorno a questa figura, Luca Peverelli e un team di amici e tecnici, hanno realizzato un cortometraggio che combina fotografie e documenti storici, riprese contemporanee e ricostruzioni animate realizzate con strumenti di intelligenza artificiale. La produzione è opera di Newstudio.ch di Vacallo e di mediafactory.media di Morbio Inferiore. La tecnologia viene usata per dare forma visiva a episodi e ambienti del passato dei quali non esistono immagini filmate, sperimentando un nuovo linguaggio per raccontare la memoria del territorio. Questa fusione di passato e presente ha entusiasmato il pubblico che ha preso visione del docufilm giovedì scorso al Cinema Teatro di Chiasso. Oltre 120 le persone presenti e senza dubbio è stato un grande successo. Si sta lavorando all’organizzazione di altre proiezioni nella regione ma intanto chi vuole vederlo può cercarlo in Youtube o facendo capo all’ Archivio Museo della Memoria: MDM1071.

Il cortometraggio è stato realizzato con il contributo della Fondazione Pietro Chiesa di Chiasso, del Comune e di AGE SA, entrambi di Chiasso. Titolo del film – che dura 22 minuti – è Pietro Chiesa. Dall’Argentina al Ticino, la storia di un emigrante e benefattore. Il giorno dopo la presentazione e la proiezione del film, chiediamo a Luca Peverelli che impressione ne ha ricavato: “Mi sono sentito profondamente emozionato perché è la prima volta che vediamo una nostra produzione video su grande schermo: ti coinvolge, credo abbia coinvolto tutti i presenti che si sono complimentati con il nostro team”. Squadra navigata composta appunto da Luca Peverelli quale produttore e operatore camera, Rolando Schärer e Roberto Regazzoni per la ricerca storica e la sceneggiatura; e sempre Regazzoni per i dialoghi e la regia delle scene con persone; Ivano Giussani al montaggio e per la generazione e la regia delle scene realizzate con intelligenza artificiale; le riprese con il drone sono invece state create da Pierre Paparo. In veste di attore, il giornalista Marco Capodieci.

La storia di Chiesa
e le donazioni
nel Mendrisiotto
Aveva appena 19 anni quando lasciò Chiasso e partì per l’Argentina, seguendo le orme dei suoi fratelli Achille e Antonio. Pietro Chiesa a Buenos Aires trovò inizialmente lavoro presso la ditta ticinese Corti e Riva. Negli anni seguenti, la sua attività si sviluppò molto nell’area di Rosario e Santa Fe. Insieme ai fratelli, si inserì nella realtà economica argentina, costruendo una considerevole fortuna e acquisendo notevoli proprietà terriere. Diventò anche una figura conosciuta all’interno della comunità svizzera in Argentina: aderì alla Società Filantropica Svizzera di Buenos Aires, partecipò a Rosario alla fondazione del Tiro Svizzero e della Camera di commercio e, dal 1896 al 1903 ricoprì la carica di viceconsole svizzero.
Nel 1981 si sposò con Luisa, detta Luisita, Cobianchi. La coppia non ebbe figli e, dopo molti anni trascorsi in Argentina, i due tornarono in Ticino stabilendosi a Vacallo, nel quartiere di San Simone, nella grande Villa Francesco Chiesa, dedicata al padre di Pietro. Si era attorno al 1910-1912. Da quel momento ebbe inizio una fase di intensa attività filantropica. Come ripercorre Newstudio nel suo articolo “Una delle iniziative più note ancora oggi fu la donazione al Cantone della tenuta di Mezzana, acquistata da Pietro nel 1912 e offerta allo Stato con la condizione che vi fosse istituita una scuola agricola. Il Gran Consiglio accolse ufficialmente la donazione nel maggio del 1913”. Seguirono altri interventi. Pietro e Luisa sostennero iniziative sociali e opere pubbliche nella regione: dalla colonia climatica “La Perfetta” di Arzo destinata ai bambini di Chiasso, alla Maternità di Mendrisio, dalla nuova chiesa di Chiasso alla Pro Infanzia. Contribuirono alla creazione dell’ambulatorio della Croce Verde e di altre strutture e immobili cittadini. Al suo nome è legato anche lo stabile Touring di Chiasso che venne costruito nel 1930 e in seguito fu ampliato.
Pietro Chiesa morì il 14 giugno del 1940 nella sua villa di Vacallo e Luisa venne meno l’anno successivo. La loro eredità, tuttavia, continuò a vivere nelle istituzioni, negli edifici e nelle iniziative sociali che la coppia aveva sostenuto.