I primi “anta” del tacuín dal Mendrisiott

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Correva l’anno 1985 quando le prime copie di “Ul tacuín dal Mendrisiott” entravano nelle case. Un’idea semplice, quanto originale – come tutte le invenzioni destinate a durare nel tempo – è alla base di questo calendario, dai tratti tradizionali, ma con accenti innovativi che ne hanno sancito l’indiscutibile successo. Tanto che quattro decenni più tardi ne sottolineiamo la grande popolarità a tu per tu con Gianna Bernasconi che, con il marito Rodolfo, ha ideato il primo concetto del “tacuín” e ancora oggi ne definisce i contenuti.
L’edizione del 40° è in fase di compimento e “Ul tacuín dal Mendrisiott per ul 2024” sarà disponibile dopo la metà di novembre. La scelta del soggetto non è casuale: protagonisti del calendario saranno infatti dodici pasticcieri della regione autori di altrettante torte a simboleggiare un anno di festeggiamenti. Fedele alla versione vernacolare, il titolo non poteva essere che Festegium i 40 ann dal tacuín cun i turt fai dai nost ufelée. Al compleanno, come consuetudine richiede, si accompagna un regalo: il dono, in questo caso, sarà per tutti i lettori che attraverso un codice QR potranno fare propria la ricetta dei dolci proposti e sperimentarne la riuscita tra le pareti domestiche. Le stesse ricette saranno anche illustrate attraverso le pagine de l’Informatore ogni terzo venerdì del mese.
Questo è il presente, ma facendo un balzo all’indietro, torniamo alle origini. Il calendario momò ha di fatto colmato un vuoto. Gli autori, all’inizio degli anni Ottanta, hanno avvertito infatti la mancanza di un “contenitore” che potesse raccogliere tutti gli appuntamenti, tra manifestazioni, sagre, feste religiose, momenti culturali, che il Mendrisiotto offre generosamente settimana dopo settimana.
La scelta di tradurre i nomi dei santi in dialetto e di arricchire le pagine con motti e detti che affondano perlopiù le radici nel passato rurale del distretto hanno rappresentato un valore aggiunto. Un autentico archivio della memoria che si fa viepiù prezioso, come ci confida Gianna Bernasconi che colleziona pazientemente i motti ironici e saggi che le vengono riferiti o che coglie semplicemente dalle voci dei passanti.
Da subito, “ul tacuín” ha registrato un enorme successo. È una pubblicazione richiestissima ben oltre i confini momò: se ne documentano copie, ad esempio, nella Valle di Re in Egitto e persino in estremo Oriente a Singapore. Si tratta di un oggetto ricercato e selezionato da ditte, artigiani, istituti bancari, imprese di tutto il Cantone e di oltre San Gottardo che lo personalizzano con il proprio marchio facendone dono ai loro clienti.
Il lavoro di redazione dura tutto l’anno ed è reso possibile unicamente grazie alle sinergie di un team collaudato. Sin dagli esordi, i coniugi Bernasconi hanno trovato nella Tipografia Stucchi di Mendrisio il partner giusto per concretizzare un’idea brillante. Vladimiro Morniroli segue in prima persona i contatti con i clienti, la realizzazione e la stampa dei calendari vernacolari che tappezzano le pareti delle case di moltissimi ticinesi (e non solo).
Un’attenzione particolare è sempre stata riservata alla scelta dei soggetti, mai scontati – di cui è maestro Rodolfo Bernasconi – e delle illustrazioni che dal bianco e nero si sono appropriate del colore. Fondamentale è stata l’iniziale collaborazione con Fiorenzo Maffi, autore delle fotografie dei primi “tacuitt” che hanno fatto la storia e hanno conquistato i ticinesi. Da I sagri, i fèst e i féér dal nost Mendrisiott a I giöch d’una volta e quii dal dì d’incöö, per arrivare a Brindum al Merlot e ai so 100 ann a I culezionista dei primi anni Duemila. L’attenzione al territorio è sempre al primo posto: scorrendo i titoli troviamo I paesàn dal Mendrisiott, Bètul e butégh, Strüment e sunaduu.
Tra i fotografi che si sono avvicendati meritano una menzione anche Giorgio Selmoni, l’agenzia Ti-Press, Elvezio Pagani, il Foto Cine Club Chiasso, Guido Santinelli, Giona Pellegrini, Francesca Spalletta e Stefano Soldini, autore degli ultimi scatti.
Dopo la metà del prossimo mese “Un tacuín dal Mendrisiott par ul 2024” sarà in vendita presso le edicole e le cartolerie del distretto. Un’edizione, come detto, declinata in dolcezza che, come tutte quelle che l’hanno preceduta, reca in copertina un pensiero dialettale dedicato a tutti i lettori.