Monte Generoso, il PUC divide

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Il Monte Generoso entrerà virtualmente nella sala del Gran Consiglio. In occasione della prossima seduta, in agenda dal 18 al 20 maggio, i deputati saranno infatti chiamati a pronunciarsi sulla revisione del Piano di utilizzazione cantonale del Parco del Monte Generoso (PUC-PdMG), sul credito quadro d’investimento di 4,1 milioni di franchi e su un credito di gestione pari a 170 mila 744 franchi per la sua attuazione per il periodo 2025-2028.

Alla vigilia del voto due sono i rapporti della Commissione ambiente, territorio ed energia e pertanto si preannuncia un dibattito combattuto prima di giungere al verdetto. Quello di maggioranza (relatori Maddalena Ermotti-Lepori e Sem Genini) invita il plenum all’approvazione integrale della proposta governativa. Il messaggio – sottolinea il rapporto – è frutto di un’ampia consultazione e gode ora dell’accordo di tutti i Comuni interessati, soprattutto per quel che concerne la chiave di riparto dei costi; “inoltre, l’operatività del piano sarà migliorata con l’assegnazione alla Fondazione Monte Generoso del compito di implementare il PUC”. Con l’accordo dei Comuni interessati – continua il rapporto di maggioranza – viene confermata l’adesione anche sul punto particolarmente sensibile dell’adeguamento del PUC alle modifiche intervenute nelle leggi superiori, in riferimento al concetto di zone edificabili speciali: tutto l’edificato nel comprensorio del Piano di utilizzazione è salvaguardato e considerato meritevole, ma le 2 zone edificabili speciali costituite in passato non corrispondono più alla legge e dunque i terreni in esse vengono posti in zona agricola. “I proprietari dei terreni già edificati sono tutelati nella loro situazione acquisita”. I commissari fanno notare che i Comuni e i portatori di interesse attendono questa revisione dal lontano 2018 e che il mantenimento di queste zone si porrebbe in contrasto anche con gli obiettivi di tutela e valorizzazione del paesaggio del Monte Generoso, il cui valore naturalistico e paesaggistico è ampiamente riconosciuto a livello nazionale e cantonale. Il comparto è incluso nell’Inventario federale dei paesaggi di importanza nazionale ed è designato quale parco naturale nel Piano direttore cantonale.

La minoranza si batte a difesa
dei comparti Pianezz e Balduana
Pari e patta? Non proprio, ma la votazione in Gran Consiglio si profila un serrato braccio di ferro. La Commissione vede 9 deputati (con il presidente Giovanni Berardi il cui voto vale doppio) a favore del messaggio governativo (da cui è tratta la foto qui acclusa) e i rimanenti 9 granconsiglieri che firmano invece il rapporto di minoranza (relatori Gianluca Padlina e Andrea Rigamonti), il quale non contesta la necessità di procedere all’aggiornamento della pianificazione del Monte Generoso (il PUC in vigore risale a oltre 25 anni fa e per legge va aggiornato) ma si batte “sulla scelta di attribuire indistintamente alla zona agricola l’intero comparto di Pianezz e l’intero comparto di Balduana, senza distinguere tra fondi non ancora edificati e fondi già edificati legalmente sulla base della pianificazione vigente”.
La soluzione proposta dai commissari del rapporto di minoranza? “Ricondurre alla zona agricola i fondi non edificati, nella misura in cui possano ancora essere coerentemente integrati nel contesto agricolo e paesaggistico; mantenendo invece in una zona edificabile speciale i fondi già edificati legalmente”.
“Va infatti considerato che gli edifici già presenti nei comparti Pianezz e Balduana sono stati realizzati legalmente sulla base della pianificazione previgente”. Oltretutto – evidenzia il rapporto di minoranza – “il loro eventuale passaggio a zona agricola non determinerebbe di per sé la scomparsa delle costruzioni. Il risultato principale sarebbe piuttosto quello di mutare il regime giuridico di edifici già presenti, trasformandoli in costruzioni fuori zona edificabile (…) con conseguenze negative essenzialmente a carico dei proprietari”.