
Si apre la nuova stagione di mostre fotografiche negli spazi di Casa Pessina a Ligornetto con l’inaugurazione – domenica 31 maggio alle 11 – del progetto di Jean-Marie Reynier intitolato Scappato di casa.
La rassegna, a cura di Francesca Bernasconi, riunisce immagini realizzate con diverse tecniche analogiche (tirature inedite, Polaroid e Instax) nel corso degli ultimi cinque anni, periodo che ha segnato il ritorno dell’artista alla fotografia come mezzo principale della propria ricerca. Nato a Lugano nel 1983, Jean-Marie Reynier vive e lavora a Perroy nella Svizzera romanda; si è formato al CSIA di Lugano, all’atelier calcografico di Saint-Prex e alla HEAD di Ginevra. Le sue opere presentate a Ligornetto costruiscono un percorso intimo che abbraccia temi universali: la natura, gli affetti, il quotidiano, la malattia e la morte intrecciando memoria, presenza e trasformazione.
Inizialmente il suo lavoro si focalizza sull’incisione, quindi sulla pittura, il disegno, il collage e varie forme di installazione, tecniche che gli hanno permesso di affermarsi sulla scena artistica contemporanea.
Cinque anni fa, con l’insorgere di una grave malattia che lo costringe in ospedale per lungo tempo, Reynier si riappropria del mezzo fotografico come espressione primaria della sua ricerca. Una scelta dettata da motivi contingenti, dovendo l’artista confrontarsi con mobilità ed energie ridotte, ma che si rivela fruttuosa.
Dal 2021, Jean-Marie Reynier ha scattato migliaia di immagini, testando differenti tipi di fotocamere e pellicole in bianco e nero e a colori: un’avventura che gli ha di fatto permesso non solo di riorientare il suo percorso artistico, ma pure di compiere un viaggio a ritroso lungo la sua traiettoria esistenziale.
I sessanta lavori selezionati per l’esposizione a Casa Pessina sono legati a persone e luoghi attorno ai quali gravita il vissuto quotidiano dell’artista. Si tratta di immagini sovente sospese e ambigue, paesaggi avvolti dalla nebbia, volti sfocati e figure riprese di spalle, effetti personali abbandonati sul letto di un ospedale, vedute lacustri che confondono il confine tra acqua e cielo, teschi posti accanto a draghi di gomma o margherite in fiore. Un’“esplorazione della memoria”, come la definisce l’autore, attraverso la quale Reynier si interroga sulla natura stessa del gesto fotografico, cercando di fare i conti con l’idea che una fotografia, per quanto sia in grado di catturare un istante, non possa trattenere anche l’esperienza emotiva che lo ha attraversato, destinata quindi inevitabilmente a svanire.
L’artista sarà presente all’inaugurazione di domenica 31 maggio alle 11; seguirà un rinfresco. L’esposizione è accompagnata da una pubblicazione con immagini delle opere esposte e testi di Jacques Cormary, cantautore e membro del gruppo francese Odezenne, e Francesca Bernasconi, collaboratrice scientifica del Museo d’arte di Mendrisio.
La mostra “Scappato di casa” di Jean-Marie Reynier si potrà visitare fino al 5 luglio prossimo a Casa Pessina di Ligornetto sabato e domenica dalle 14 alle 18 (ingresso libero). Informazioni su museo.mendrisio.ch.







