Punteruolo nero, minaccia per il fico

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Il punteruolo nero del fico è un coleottero di provenienza asiatica che rappresenta una minaccia per il fico comune. Il Servizio fitosanitario cantonale - nella nota l’immagine realizzata a Novazzano (Foto: Luca Driutti) - ha sensibilizzato i proprietari al monitoraggio delle piante.

Lasciata alle spalle la stagione dei fioroni, i molti appassionati attendono la maturazione dei fichi tra fine estate e inizio autunno. Oltre al monitoraggio dei rami alla ricerca delle infruttescenze, meritano però attenzione anche tronchi e radici. Il Servizio fitosanitario cantonale ha in effetti confermato la presenza del punteruolo nero del fico (Aclees taiwanensis, At) in alcune zone del Mendrisiotto. Si tratta di un coleottero asiatico, un insetto temuto particolarmente dai vivaisti poiché si diffonde facilmente tramite gli scambi commerciali.
Il punteruolo nero, già presente in Francia e in buona parte dell’Italia, rappresenta una minaccia per il fico comune: gli adulti si cibano di gemme, foglie e infruttescenze, defogliando le piante. Le larve si sviluppano invece all’interno della pianta, scavando gallerie. Gli esemplari attaccati mostrano un deperimento generale che può condurre alla morte dell’albero. Il processo può essere accelerato da infezioni fungine che trovano una via facilitata.
La durata del ciclo, come illustra il Servizio fitosanitario cantonale, è annuale. Gli adulti fuoriescono a primavera. Le femmine depongono le uova nella corteccia dell’albero, all’altezza del colletto o delle radici affioranti; ogni esemplare è in grado di deporre fino a 200 uova durante la sua esistenza: le larve, come detto, iniziano il loro sviluppo scavando gallerie internamente al tronco. Una volta adulti, i coleotteri tendono a nascondersi nella vegetazione alla base del tronco.
I proprietari di piante di fico sono invitati a monitorare la base dei tronchi alla ricerca di fori di sfarfallamento o rosura di colore aranciato. In caso di ritrovamenti sospetti, è necessario contattare tempestivamente il Servizio fitosanitario cantonale (servizio.fitosanitario@ti.ch). Attualmente non esistono prodotti fitosanitari omologati per combattere questo insetto; la cattura manuale degli adulti rimane il metodo più efficace. Per limitare l’ovideposizione alla base della pianta, è possibile coprire la zona del colletto con una rete molto fine o un telo. In caso di sospetta presenza, si consiglia di bagnare abbondantemente il terreno e spruzzare acqua nei fori di sfarfallamento in modo da spingere gli adulti a fuoriuscire dal tronco per catturarli.