
La mappa cantonale dei luoghi prediletti dalla Popillia japonica non lascia adito a dubbi: Mendrisiotto, Luganese e ora anche in parte Locarnese sono definite zone infestate che per il Servizio fitosanitario cantonale significa “Area nella quale il coleottero giapponese è talmente diffuso da non poter più essere eradicato e pertanto vengono attuate solo le misure di contenimento”. Le “trappole” che contengono ormoni e attirano l’insetto sono sotto gli occhi di tutti e – non di rado – come nell’immagine sono stipate di insetti ancora vivi. Intanto, chi sfugge a questi barattoli trita le foglie dei vigneti, frutti e molto altro ancora. In Ticino facciamo i conti con questo vorace insetto dal 2017 e già nell’estate del 2025 si parlava di boom nel Mendrisiotto.
Altre – e nella zona più a nord del Ticino – sono le aree cosiddette “cuscinetto”, ossia consederate indenni da infestazione e circoscrivono la zona contaminata di almeno 15 km. La problematica è tanto sentita nel Cantone che lunedì alcuni rappresentanti dell’Ufficio federale dell’agricoltura sono giunti in visita per un sopralluogo nelle zone più colpite dal coleottero giapponese che sta togliendo il sonno a molti agricoltori del distretto.







