Vespisti momò al Raduno internazionale di Roma

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I vespisti momò davanti al Colosseo.

Partire dal Mendrisiotto e percorrere in due giorni 775 km in vespa, attraversando per lo più strade statali e provinciali fino ad arrivare dritti al cuore di Roma. È l’avventura vissuta il 24 e 25 giugno scorsi da due membri del Vespa Club Mendrisiotto ovvero Filippo Cattaneo e Moreno Brenta. Una parte del gruppo li ha raggiunti con due furgoni sui quali erano caricate le vespe e l’altra parte ha viaggiato in treno. Nella capitale d’Italia – a Roma – si stava festeggiando l’80.esimo della vespa, Raduno a livello internazionale con 67 nazioni presenti alla sfilata.

A Roma si sono contate 25 mila vespe alla parata ma addirittura 60 mila vespe quale movimento nei 3/4 giorni dell’evento. Un’esperienza unica!
Moreno e Filippo hanno percorso anche il ritorno in vespa; in totale hanno dunque “macinato” in sella al loro mezzo 1’550 km. Il Vespa Club Mendrisiotto ha portato sulle strade di Roma vespe anche datate come una Vespa GS 150 e una Vespa Sprint 125 degli anni Sessanta. In totale, al Raduno di Roma hanno partecipato 15 persone del Vespa Club Mendrisiotto con 9 Vespe. Ma quanti sono i membri del Club momò? “Una cinquantina e tutti hanno una o più vespe. A seconda delle situazioni, a loro si aggiungono poi i compagni o gli amici”.
Fondato nel 2023 (il primo incontro ufficiale si svolse in giugno in Piazza Boffalora a Chiasso!), il Vespa Club Mendrisiotto rappresenta un’opportunità unica per gli appassionati di vespe di riunirsi, condividere la loro passione e godersi momenti indimenticabili in compagnia di altri appassionati, creando una comunità vibrante ed entusiasta. “La vespa crea aggregazione, si è tutti amici e ci si aiuta (anche dal lato tecnico se c’è un guasto al mezzo)” commenta Filippo. E aggiunge: “Io in moto ho girato tutta Europa, ma andare in vespa con gli amici a Roma è stato bellissimo! Una bella emozione. Anche perché il giorno dei festeggiamenti, Roma ha chiuso gli occhi lasciando in parte cadere la norma del traffico limitato, purché non si arrivasse fino alla Fontana di Trevi in vespa. Noi siamo arrivati davanti al Colosseo alle 6 di mattina. Il prossimo anno… direzione Albania!”
Parliamo della vespa. È un modello a 2-ruote della Piaggio, brevettato il 23 aprile del 1946, su progetto dell’ingegnere aeronautico Corradino D’Ascanio che lo realizzò su incarico di Enrico Piaggio. L’obiettivo era quello di creare un veicolo economico, pratico e sicuro per la mobilità postbellica italiana. Non solo. Piaggio chiese espressamente a D’Ascanio che la motocicletta venisse ideata anche ad uso delle donne che in quegli anni potavano molto la gonna e quindi senza la stanga nel mezzo. Si tratta di uno dei prodotti di disegno industriale più famosi al mondo nonché più volte utilizzato come simbolo del design italiano. La vespa è stata esposta nei musei di design, arte moderna, scienza & tecnica e trasporti di tutto il mondo. Per non dire che la ritroviamo in molte pellicole cinematografiche di quegli anni. Il nome da dove deriva? Il nome “Vespa” nacque dall’esclamazione di Enzo Piaggio: «Sembra una vespa!», per via della forma e del ronzio del motore.

Chi è incuriosito dal gruppo, può contattare il segretario Filippo Cattaneo allo 079 795 47 85 oppure il presidente Kevin Bettoni allo 079 433 16 93.
E-mail: vespaclubmendrisiotto@gmail.com. instagram: vespaclub.mendrisiotto.