Voci nuove al Festival di Arzo

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L’attore Sergi Casero Nieto porterà in scena “El Pacto del Olvido” che affronta la memoria del franchismo (foto di Salvatore Laurenzana).

Tra poco più di un mese, dal 20 al 23 agosto, si accenderanno i riflettori sulla XXVI edizione del Festival internazionale di narrazione di Arzo, intitolata “Aprire spiragli” con una programmazione adulti che porterà sul palco voci nuove per il festival; artiste e artisti giovani, con una peculiarità: tutti gli autori saranno interpreti dei propri testi.

Ad aprire la rassegna sarà Kamikaze – spero vada meglio dell’ultima volta di Giulio Santolini: una serie di brevi creazioni che il pubblico giudica e vota in tempo reale, premiando o punendo chi è in scena – con effetti che ricadono, anche fisicamente, sul corpo del performer. Un dispositivo che riporta alla luce un’antica domanda: quanto deve piegarsi un artista al gusto di chi guarda? Dove finisce la cultura e comincia il semplice intrattenimento?
È la stessa domanda che attraverserà tutta la programmazione di Arzo, un cartellone che rifuggerà ogni forma di intrattenimento fine a se stessa – assicurano i promotori dell’attesa rassegna – per proporre un teatro capace di affrontare questioni scomode e urgenti.

Questioni scomode
e urgenti
È in questa stessa chiave che si inserisce El Pacto del Olvido di Sergi Casero Nieto (in spagnolo, con sopratitoli in italiano): uno spettacolo che scava nella memoria del franchismo, trasmessa — o più spesso negata — di generazione in generazione. Una memoria che oggi torna urgente, in un presente segnato dal ritorno di regimi autoritari, nazionalismi e sovranismi anche all’interno di paesi che si definiscono democratici.
Affrontare temi scomodi, però, non significa rinunciare al divertimento — come dimostrerà, con momenti di vera comicità, Io sono verticale, di e con Francesca Astrei: la depressione raccontata attraverso la metafora di Lazzaro, risuscitato eppure incapace di rialzarsi dal sepolcro. Lo spettacolo mette comunque a nudo il senso di impotenza e lo sguardo giudicante che pesa su chi vive il disagio mentale.
Si ride moltissimo, ma dietro le risate si nasconde una riflessione amara sulla condizione di una generazione che è anche la loro: quella di Niccolò Fettarappa e Lorenzo Guerrieri, autori di Apocalisse Tascabile e de La Sparanoia. Una generazione cresciuta sotto il controllo di madri iperprotettive e di uno stato in assetto repressivo, capace solo di rivoluzioni immaginarie — non più con le molotov, ma con la cannuccia del “succhino”. In Apocalisse Tascabile un giovane precario, in un supermercato di periferia, viene incaricato da Dio di annunciare la fine del mondo: un’eroicomica resa dei conti con il disfacimento della contemporaneità. La Sparanoia inasprisce il tono, raccontando la stessa paura di osare che rende questa generazione incapace di ribellarsi, fino a farla sentire fallita ancora prima di provare a cambiare le cose.
Completano la programmazione adulti Passé Composé (in francese) di e con Ali Lamaadli, Per sempre di e con Alessandro Bandini e Santi, balordi e poveri cristi di e con Giulia Angeloni e Flavia Ripa. Il programma completo è sul sito del festival, all’indirizzo www.festivaldinarrazione.ch.