Casinò Admiral e garanzie d’immunità

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Il Casinò Admiral di Mendrisio.

“Alla luce di quanto riportato, proponiamo al lodevole Consiglio comunale di Mendrisio di ribadire, tramite la presente risoluzione comunale, la libertà e il dovere dei propri membri di esercitare le proprie prerogative e i propri doveri senza subire minacce, intimidazioni o pressioni”.

Approderà il 30 marzo ai voti del Legislativo cittadino una sorta di richiesta di garanzia di immunità parlamentare dei consiglieri comunali cittadini. Ad avanzarla sono i consiglieri comunali Elia Agostinetti e Monika Fischer (l’AlternativA). Lo scorso 18 dicembre i due politici avevano sottoposto al Municipio di Mendrisio un’interrogazione volta a chiedere all’Esecutivo se fosse a conoscenza dei contenuti di due servizi-inchiesta trasmessi nella trasmissione Falò della RSI riguardanti l’attività di presunti prestasoldi al Casinò Admiral e sulla decisione della casa da gioco di disdire il Contratto collettivo di lavoro. Ebbene, pochi giorno dopo quell’atto parlamentare, i due consiglieri comunali – documentano – “hanno ricevuto una lettera da parte del legale del Casinò Admiral di Mendrisio, “il quale chiedeva di fornire le prove di quanto ripreso dal servizio RSI considerato contenente gravissime accuse, in modo da poter valutare quali misure mettere in atto nei confronti dei firmatari a tutela della Casinò Admiral SA”.
Su questo punto, il 7 gennaio scorso, è arrivata la reazione dei deputati dell’MPS, Giuseppe Sergi e Matteo Pronzini, che si sono fatti promotori di una interrogazione parlamentare al Consiglio di Stato intitolata “Casinò Mendrisio: pratiche sospette e minacce alla libertà d’espressione dei/delle consiglieri/e comunali”.
La risposta del Governo? In merito ai contenuti delle due inchieste giornalistiche di Falò il Consiglio di Stato ha in estrema sintesi fatto sapere di non voler entrare nel merito, nel “rispetto del proprio ruolo di potere esecutivo e la non interferenza in vicende di carattere giudiziario di competenza esclusiva della Magistratura”. E anche in tema di condizioni contrattuali dei dipendenti della casa da gioco di Mendrisio, il Consiglio di Stato – ha risposto – che “non commenta singole scelte aziendali di una società privata, segnatamente in merito alla disdetta di un contratto collettivo di lavoro (CCL). Il Governo ribadisce tuttavia l’importanza della concertazione tra le parti sociali e auspica che essa sia preservata e promossa, nell’interesse di condizioni d’impiego corrette di relazioni lavorative stabili”.
Quanto alla domanda di Sergi e Pronzini, se non ritenga il Governo “alla luce di questo ennesimo tentativo di pressione sui diritti dei rappresentanti eletti, di dover accelerare le procedure di propria competenza per favorire l’entrata in vigore della modifica della Legge organica comunale (LOC), così come indicato nei consideranti finali del rapporto di maggioranza approvato dal Gran Consiglio”, il Consiglio di Stato evidenzia di aver dato seguito alla modifica. Ed è questo un punto sottolineato dalla stessa risoluzione che approderà il 30 marzo in Consiglio comunale a Mendrisio su richiesta di Elia Agostinetti e Monika Fischer: “Occorre ricordare che in data 16 settembre 2024 il Gran Consiglio ha approvato una modifica della Legge organica comunale inserendo i nuovi articoli 40 e 63a, che al capoverso 1 recita: “Contro un consigliere comunale non può essere promosso alcun procedimento penale per le espressioni presumibilmente diffamatorie da lui usate durante le deliberazioni del Consiglio comunale, delle sue commissioni, nei rapporti commissionali o in altri atti in sede di Consiglio comunale, se non con l’autorizzazione del Legislativo”.

“Non può essere promosso alcun procedimento penale contro un consigliere comunale”
Insomma, sulla vicenda i due autori della proposta di risoluzione attendono di conoscere l’opinione del Consiglio comunale. Quanto all’interrogazione dei due rappersentanti dell’AlternativA, il Municipio cittadino ha risposto di aver incontrato la direzione del Casinò Admiral alla luce dei contenuti del servizio di Falò. Il Municipio ha spiegato di essere stato “rassicurato che, in relazione alle tematiche sollevate, vi sono state ben due inchieste da parte del Ministero Pubblico, entrambe concluse con decreto di non luogo a procedere”.