
Ha riscosso grande successo lo scorso anno l’iniziativa agricola collettiva dell’Associazione MòCampo.
Come spiega il presidente dell’Associazione, Rezio Sisini, la prima esperienza di MòCampo nel 2025 è stata coronata da grande successo: una buona partecipazione di persone, raccolti abbondanti e riscontri di fine stagione molto positivi! Con questo entusiasmo si vuole rilanciare l’iniziativa anche per l’anno 2026.
Costruire una rete locale, tornare con le mani nella terra, avvicinarsi a quanto ci nutre – sia come prodotto agricolo che come contatti umani – può essere un modo per affrontare un presente di incertezze e insicurezze.
Il modello delle CSA, acronimo di Comunità che Sostiene l’Agricoltura, fornisce una risposta concreta all’esigenza di mangiare locale, ecologico e sano creando contemporaneamente legami sociali e momenti di riflessione su quale futuro vogliamo.
Lo scorso anno è stato piantato per la prima volta anche nel Mendrisiotto il seme di un progetto agricolo collettivo, grazie all’associazione MòCampo. Il nome dell’associazione legato alla tipica espressione dialettale del Mendrisiotto “mò”, è ricco di significati: da “campo momò” a “adesso al campo!” fino a “campare nel Mendrisiotto”.
Ma come funziona nel concreto il modello di CSA?
Esso prevede che sia la comunità a suddividersi i costi della produzione agricola, i rischi della coltivazione e poi a condividersi il raccolto finale. Fra le spese di produzione, oltre ai costi della semenza, delle piantine, dei prodotti fitosanitari e dei concimi, ci sono anche quelli di una o più persone che assumono il ruolo del contadino di riferimento che può contare su uno stipendio fisso. Questa figura garantisce la pianificazione e la coordinazione dei lavori agricoli, esegue le cure che permettono la continuità della coltivazione e gestisce i momenti di lavoro collettivo. Ai partecipanti viene chiesto di condividere alcune ore di lavoro comune in momenti che danno la possibilità di socializzare e conoscere vari aspetti dell’agricoltura.
L’iniziativa è ai suoi esordi e contempla al momento solo la campicoltura (patate, mais, zucche e patate dolci). Queste sono meno esigenti in fatto di cure, ma permettono di formare il gruppo, ovvero la comunità, con l’intento in futuro di trovare un terreno adatto per passare alla produzione orticola.
La serata a LaFilanda
Per spiegare più in dettaglio il progetto, MòCampo organizza un incontro informativo rivolto a tutte le persone interessate mercoledì 11 febbraio alle 20 a LaFilanda di Mendrisio (sala gialla); relatori Manuela Ghezzi (ing. agronoma) e Rezio Sisini (presidente di MòCampo). Chi è interessato all’iniziativa può partecipare all’incontro oppure scrivere a csa.mocampo@gmail.com.
Si sostiene l’iniziativa diventando socio dell’associazione MòCampo (fr. 30.-) e in più è possibile sottoscrivere delle quote per la partecipazione alla condivisione del raccolto; questo direttamente durante la serata informativa, oppure richiedendo il formulario all’indirizzo elettronico; il tutto al più tardi entro il 22 febbraio.







