Parco delle Gole della Breggia: le memorie geologiche

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Un’immagine “vertiginosa” del corso d’acqua realizzata per il progetto.

Lungo il corso del torrente Breggia si conservano le tracce di oltre 200 milioni di anni di mutamenti geologici, raccontati dalla stratificazione delle rocce. Nel suo tratto medio, il fiume attraversa boschi, ripide gole e paesaggi naturali che costituiscono il Parco delle Gole della Breggia, un sito di interesse naturalistico e storico unico nel suo genere, percorso da dodici chilometri di sentieri. Sono molteplici le affascinanti peculiarità che rendono il Parco un elemento di riconosciuto valore nel patrimonio territoriale ticinese. Nell’ottica di far conoscere sempre più diffusamente questa realtà è nato il progetto Fiume Spazio Tempo: grazie alla collaborazione con il Dipartimento formazione e apprendimento / Alta scuola pedagogica della SUPSI, il Parco sta creando nuovi strumenti di valorizzazione in chiave educativa. La prima fase ha portato alla realizzazione di un vademecum e di un podcast narrativo. I due prodotti sono stati illustrati ieri alla stampa dal direttore del Parco delle Gole della Breggia Andrea Stella con Lorena Rocca, coordinatrice del progetto e responsabile della ricerca del DFA/ASP, e Carlotta Sillano, ricercatrice del medesimo istituto, autrice e curatrice delle due pubblicazioni.

Avviato nel 2024, il progetto mira a mettere in luce il Parco quale luogo che integra valori geologici, storici e culturali di rilevanza internazionale: all’interno di un’area verde che si estende per 65 ettari di superficie, si passa da microclimi quasi desertici a stagni e gole, in un susseguirsi di biotopi ricchi di flora e fauna.
Il progetto – spiega a l’Informatore il direttore Andrea Stella – è nato dall’esigenza di rinnovare i materiali didattici e di attualizzare l’offerta rivolta al pubblico che frequenta l’area, avvalendosi di strumenti moderni. L’accento è posto sulla sensibilizzazione dei visitatori – dal biologo allo storico, fino a chi passeggia con il cane lungo i sentieri o chi apprezza il clima fresco in estate – all’ingente patrimonio del Parco naturale protetto. Con la collaborazione della SUPSI, è stata varata un’iniziativa in chiave educativa.
Fiume Spazio Tempo si propone di educare al senso del luogo attraverso esperienze immersive, grazie a strumenti innovativi: mappature partecipate, podcast narrativi, narrazioni multimediali, laboratori e percorsi didattici.
Il lavoro di questa prima fase – hanno illustrato i responsabili – ha permesso la realizzazione di due pubblicazioni inedite rivolte agli abitanti della regione, ai visitatori e alle scuole del Cantone.
L’attenzione, osserva Lorena Rocca, si concentra sul concetto di cura dei luoghi; in altri termini il Parco è “tuo” anche se ti trovi al suo interno solo di passaggio.
La genesi del format è di carattere partecipativo. “La valorizzazione di un luogo deve passare dall’ascolto dei cittadini” continua la coordinatrice, sottolineando che attraverso un workshop sono stati identificati i luoghi del cuore.
Le attività che saranno promosse con gli istituti scolastici si baseranno su tre concetti in particolare: ascolto attivo, partecipazione ed esperienza. Il modello educativo mira a sviluppare un attaccamento ai luoghi.

Il patrimonio in un vademecum
La guida orientativa in formato tascabile – disponibile anche in versione digitale – accompagna il lettore attraverso il patrimonio geologico-scientifico e quello storico-industriale; i contenuti mettono in relazione l’impatto antropico con le dinamiche dei regni naturali che abitano quest’area.

Audio-emozioni
Il podcast narrativo traduce le memorie geologiche in testimonianze sonore, grazie a un dispositivo “misterioso” che si identifica con Il Lithomante.
Si tratta di un oggetto di fantasia – precisa Carlotta Sillano – che il protagonista trova all’interno del Parco: uno strano oggetto che sembra unire passato e futuro e che permette di leggere, strato dopo strato, i cambiamenti racchiusi nelle rocce, compiendo un viaggio nel tempo, attraverso la preistoria e fino agli ultimi decenni con la presenza dei mulini e di un cementificio.
In sei episodi, ciascuno dedicato a un’area diversa del Parco, il protagonista utilizza lo strumento immaginario scoprendo così i grandi mutamenti geologici, le leggende, le voci degli abitanti e quelle del regno non-umano: il fiume, gli animali e l’eco del tempo stesso.
Il Lithomante sarà presentato in una sessione di ascolto pubblica mercoledì 4 marzo alle 20.30 negli spazi della Torre dei Forni dell’ex cementificio Saceba. Il listening party si concluderà con una performance di live coding che si avvarrà di suoni registrati nel Parco delle Gole manipolati in tempo reale.
La versione digitale del vademecum e il podcast Il Lithomante sono disponibili sul sito ufficiale del progetto www.fiumespaziotempo.ch.
A questa fase, seguiranno ulteriori passi che riguardano l’implementazione di materiali didattici elaborati nel contesto del corso di formazione Scuola Scoperta. Esplorazioni e sperimentazioni nel Parco delle Gole della Breggia nato nel 2025 per affiancare i docenti nella co-costruzione di percorsi educativi interdisciplinari.

“Cartoline” a concorso
Nei prossimi mesi sarà lanciato un concorso per gli allievi delle scuole e per tutti gli interessati dal titolo “Cartoline dal Parco” nel quadro del quale sarà richiesto ai partecipanti di progettare una cartolina illustrata che includa narrazioni multimediali originali del fiume Breggia e del Parco.