
Chi chiedeva lo spettacolo è stato accontentato. La finale di Coppa Ticino non ha deluso le attese e ha regalato ai tanti spettatori accorsi a Balerna una delle più belle partite degli ultimi anni.
Una serata da ricordare, di quelle che ridanno senso al calcio regionale, vissuto con l’intensità di chi lo ama davvero. Partita senza senso, quella che vedeva confrontarsi all’ultimo atto Morbio e Castello. Non perché una delle due è stata inferiore all’altra, ma perché è successo tutto e il contrario di tutto. Emozioni che si rincorrono, ribaltamenti di fronte e di risultato, colpi di scena degni di una sceneggiatura cinematografica.
Partita da subito vivace con il Morbio a farsi preferire: ci provano in sequenza Giglio (parato da Martinazzo) e Karabasic (alto). La reazione non tarda ad arrivare e il Castello risponde con Lagrotteria, trovando poi il vantaggio al 18’ con un’inzuccata di Bernasconi sugli sviluppi di un corner telecomandato. La rete galvanizza i gialloneri, ma non basta a spegnere gli orange.
Il Morbio pareggia al 34’ con Giglio, lesto a finalizzare un’azione ben congegnata sull’asse Aliu-M.Ndaw. L’1-1 riaccende il match: prima Bosio salva su Lagrotteria, poi arriva il sorpasso firmato ancora da Giglio, in serata di grazia. Il Castello non arretra e si rende pericoloso con Dabormida. Ma la partita non è nemmeno a metà della sua parabola epica.
La ripresa si apre con un rigore per il Castello: Cutunic è freddo dal dischetto e firma il 2-2. Poco dopo, chance simile per il Morbio, ma stavolta l’occasione viene sprecata. E quando Bosio vola a deviare il tentativo a botta sicura di Lago al 64’, sembra il preludio a un finale di marca orange. Messina al 78’ su punizione disegna una traiettoria efficace che sembra chiudere i conti. Ma il calcio è materia imprevedibile.
Allo scadere, in una delle azioni più folli e romantiche della stagione, è il portiere Martinazzo a salire in cattedra e firmare il 3-3 con un guizzo da centravanti puro. È l’apoteosi del calcio romantico, quello in cui tutto è ancora possibile. La mezz’ora addizionale non aiuta a decretare un vincitore. Il finale non adatto ai deboli di cuore si scriverà ai calci di rigori: esecuzioni perfette per il Morbio, a segno in tutti i cinque i rigori. Bosio para su Gygax, Noseda chiude i conti e fa esplodere la festa: il Morbio vince la Coppa Ticino per la prima volta in 75 anni di storia in una delle serate più “pazze” e memorabili del calcio regionale. Con la vittoria della Coppa Ticino, il Morbio strappa di diritto il ticket per il tabellone principale di Coppa Svizzera, entrando ai 32esimi da campione ticinese. Capitan Bosio e compagni guardano ora con interesse al sorteggio di inizio luglio. Lo stesso potrebbe regalare una sfida di particolare lustro.
E il bello è che non è finita: sabato, al Comunale di Morbio, le due rivali si ritroveranno per il “re-match” – il terzo in pochi giorni -. Questa volta sarà per la Supercoppa, ultimo trofeo in palio per chiudere la stagione 24-25: caprette contro orange, ultimo atto. La Supercoppa ticinese mette a confronto i vincitori di Seconda Lega con i campioni di Coppa Ticino. L’ultima edizione nella stagione scorsa è finita tra le mani del Vedeggio Calcio, che ha sconfitto il Malcantone fresco di “doblete”. Anche in questo caso, chiunque dovesse vincere, chiuderà l’annata calcistica con due trofei.
Formazioni iniziali
Castello: Martinazzo; Falzoni, Bernasconi, Belllich, Piccioli; Dabormida, Traoré, Maestri; Lago, Cutunic, Lagrotteria (c). All: Gioele Croci-Torti
Morbio: Bosio (c); S.Ndaw, Damo, De Angeli; Aliu, Compagnone, Messina, Karabasic, M.Ndaw, Giglio, Fasana. All: Alessandro Minelli
Marcatori: 1-0 Bernasconi (C), 1-1 Giglio (M), 1-2 Giglio (M), 2-2 Cutunic (C), 2-3 Messina (M), 3-3 Martinazzo (C).







