
(red.) La bucalettere del “Gruppo salvaguardia del nucleo di Corteglia”, appesa sul muro di una delle vecchie abitazioni allineate sulla stradina comunale, guarda proprio le modine che gli operai hanno alzato sulla breve sommità che si vede dall’altra parte della strada. Le antenne sono proprio lì, davanti.
Uno scherzo del destino, un affronto, un dispetto, per chi da anni tutela il cuore di Corteglia, contrastando progetti, privati e pubblici, che minacciano il suo quieto presente, ancorato a sempre più lontane origini rurali. Una vocazione che resiste, soprattutto quando si parla della redditizia vigna; ma che mostra tutte le sue fragilità appena un portone sghembo si spalanca su un metro di ortiche fra travi cadute e greppie marcite. Proprio come accaduto alla vasta proprietà su cui sono comparse le antenne contestate dai tutori delle bellezze della frazione, finita sul mercato immobiliare. A trattativa terminata i mappali sono diventati tre; uno, la casa diroccata, è di un privato che dopo un intervento “accuratamente conservativo” ne ricaverà qualche appartamento ad uso famigliare; sugli altri due, promossi da società diverse, arriveranno due blocchi di 12 appartamenti, proposti, in vendita, sul mercato regionale, goloso di spazi liberi perché le colline ed i panorami del Mendrisiotto piacciono a tutti.
Il progetto è dello studio d’architettura Casali SAGL, dell’arch. Fiorenzo Casali, curato nei dettagli, nei materiali, nelle volumetrie, per appartamenti d’abitare in modo piacevole. E moderno. I volumi concepiti non modificano l’orografia del terreno, sul quale i due blocchi sorgeranno in posizione ben arretrata, in modo da non far male al cuore di Corteglia. Il progetto era stato illustrato in anteprima, qualche mese fa, anche al “Gruppo salvaguardia” per saggiare gli umori, ma pure per raccogliere critiche e suggerimenti. Non è facile accostare il nuovo, che pur deve esistere, al vecchio, senza per forza farci stare le mucche. Il progetto ci prova ma si scontra con un’opposizione dura, che ora si è allargata alla STAN e ai Cittadini per il territorio.
Alla riunione c’era una decina di persone, poche davvero in rapporto alle 69 firme che il Gruppo è poi riuscito a raccogliere per metterle in calce all’opposizione inoltrata l’8 settembre al Municipio.
Non sono gli aspetti edilizi (altezze, posteggi, distanze, pendenze dei tetti e via di seguito) ad essere censurati, ma l’intera operazione poiché non rispetterebbe i criteri paesaggistici, cui le leggi attribuiscono maggiore rilevanza rispetto al passato, rovinando così “un insediamento di pregio”, Corteglia, appunto, “con edifici invasivi e sproporzionati”. Mettetele dove volete, le due palazzine, ma non qua sopra.
Neppure la maggior parte delle opposizioni singole, meno di una decina, lamenta mancanze d’ordine edilizio: infatti le preoccupazioni riguardano la questione idrogeologica, dunque la falda, notoriamente piuttosto scarsa e problematica a Castel San Pietro; per la quale i promotori hanno dato comunque garanzie, sulla base del parere di uno specialista, analogamente a quanto fatto riguardo agli aspetti viari. Sicuramente bizzarra la motivazione di un opponente, secondo il quale la costruzione, abbassando la linea dell’orizzonte, farebbe tramontare il sole in anticipo rispetto agli orari in vigore fino ad oggi, con conseguenze psicologiche negative per le persone – fortunate loro – che abitano già da quelle parti.
Insomma le critiche riguardano la collocazione stessa delle due palazzine che “stravolge il carattere storico del bene comune qual è per noi Corteglia”.
Fate pure le palazzine, ma non da noi. Nonostante il progetto, per quanto se ne sappia, rispetti il Piano regolatore, proprio il PR viene evocato dagli opponenti che ne parlano come di “un grossolano errore pianificatorio”, alla luce dei nuovi valori che la pianificazione, cantonale e federale, ha introdotto negli ultimi anni. Per cui la domanda di costruzione va respinta e gli amministratori attuali del comune “ammoniti”.
Il confronto sull’uso giudizioso del territorio, in bilico perennemente tra interessi difficili da conciliare, diventa sempre più aspro e le posizioni distanti, nonostante la cura che i progettisti dimostrano. Proprio come a Corteglia: il progetto, è il risultato di un’analisi storica e tipologica approfondita sui nuclei antichi del Mendrisiotto e sull’evoluzione, anche funzionale, di questi caseggiati dal Medioevo in poi. Con l’obiettivo di guardare avanti nel miglior modo possibile.







