La Masseria Vigino diverrà luogo di nascita

0
112
Lo stato attuale della Masseria Vigino.

• Spazio pubblico, luogo dedicato alla nascita e alla crescita, con servizi integrati per le famiglie e un saldo legame con la tradizione agricola del territorio. Saranno questi i nuovi e per molti aspetti inediti contenuti della Masseria di Vigino di Castel San Pietro, che si appresta a risorgere dopo anni di abbandono: nei prossimi giorni sarà infatti pubblicata la domanda di costruzione. Il progetto prevede un restauro rispettoso dell’edificio storico – considerato uno dei complessi rurali del passato più significativi del Mendrisiotto – e la sua trasformazione in uno spazio pubblico. Promotrice dell’iniziativa è la Fondazione Carozza, ente di pubblica utilità. “Alla base del progetto – è stato evidenziato ieri in una conferenza stampa indetta dal Comune – Luisella Carozza, la quale grazie alla sua sensibilità per i meno fortunati e con forte attenzione per il nostro territorio, nonché in omaggio a una visione filantropica, ha permesso con determinazione il recupero, la rinascita e la messa a disposizione della popolazione di questo bene culturale prezioso”. Un accordo con il Comune prevede che quest’ultimo si occupi della gestione futura degli spazi con finalità di interesse pubblico. L’idea prevede una sorta di centro della nascita, della crescita e della riproduzione a tutto tondo per gli esseri umani, gli animali, le piante e il vino. Il complesso ospiterà insomma una moltitudine di contenuti: accoglierà spazi per esposizioni, riunioni e conferenze, un punto libri e giochi legati al tema della nascita e della crescita, un pre-asilo, servizi professionali – levatrici, yoga pre e post natale, osteopata, terapista cranio sacrale, fisioterapista, agopuntirista che potranno accompagnare le famiglie, dalla gravidanza ai primi anni di vita del bambino e offrire un aiuto concreto nella gestione tra lavoro e cura. Ma non è tutto. All’esterno del futuro complesso potranno ancora trovarsi sia punti ludici che meditativi, come pure – è stato sottolineato – una fontana dedicata a chi ha vissuto o vive un lutto perinatale e che oggi non ha un luogo di riferimento. Al contempo, e in modo integrato e complementare, il progetto si propone di valorizzare la vocazione agricola e vitivinicola del luogo, elemento centrale dell’identità della Masseria e del Mendrisiotto, prevedendo spazi per i professionisti della viticoltura e della vinificazione ticinese, così come contenuti didattici sviluppati con professionisti dell’agricoltura. Completano il programma dei contenuti anche alcune stanze per soggiorni e un punto di ristoro e aggregazione. La formalizzazione e l’affinamento dei contenuti e delle collaborazioni è tuttora in corso, in costante dialogo con il percorso di rivitalizzazione architettonica. Il progetto architettonico, sviluppato dallo studio Baserga Mozzetti architetti SA di Muralto, punta a un restauro rispettoso del bene culturale e funzionale: saranno consolidate le murature esistenti, ricostruite le parti lignee danneggiate e attuati interventi sugli elementi di valore. I nuovi impianti e i servizi resteranno semplici e coerenti con la tradizione agricola del luogo. Al piano terra troveranno spazio attività espositive, eventi e funzioni legate al vino e alla ristorazione; al 1° piano un centro dedicato al post-parto e alle famiglie; al 2° piano spazi terapeutici. La struttura sarà accessibile con un lift. “L’auspicio – è stato evidenziato – è che la Masseria di Vigino possa tornare, nei prossimi anni, a essere un luogo vissuto, capace di coniugare memoria e futuro, radicamento territoriale e apertura alla comunità”.