Autopostale in Valle da 100 anni

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• Il  servizio d’autopostale tra Chiasso e la Valle di Muggio ha compiuto nel 2014 i cento anni.  Nel lungo elenco di linee autopostali che conta il nostro Cantone, la Chiasso – Muggio occupa il quinto posto in ordine di anzianità, preceduta dalle linee Lugano – P. Cremenaga (1906), Airolo – Ospizio del S. Gottardo (1908 ), Locarno – Brissago (1910) e Acquarossa – Olivone (1911). Prima d’allora, un po’ ovunque si faceva capo alla diligenza per far fronte al movimento di forestieri che specialmente nella stagione estiva amavano andare in montagna o nelle valli per goderne la loro bellezza.

Chiamarla diligenza, quella che ancora nel 1912 faceva servizio tra Chiasso e Muggio, è un po’ troppo. Si trattava infatti di una carrozza a due cavalli, a volte di una timonella ad un solo tiro,vale a dire ad un solo cavallo, che faticava su per la salita, per ridiscendere poi allegramente, dopo il meritato riposo nello stallazzo di Muggio.
La strada era quella che era, polverosa per bel tempo, scivolosa altrimenti, non senza buche. E d’inverno, con il freddo, i viaggiatori dovevano coprirsi bene, per non arrivare ibernati a destinazione.
La durata dell’ intero tragitto era di 3 ore, ad essere puntuali, cioè poco piu’ di 4 Km all’ora per la salita, poco meno per la discesa. C’è chi diceva che in inverno si portava appresso una “bouillotte”.

Era quindi ovvio che gli abitanti aspiravano a qualche mezzo più comodo e più svelto, tanto più che al piano era già funzionante un tram. E visto che andava diffondendosi per il mondo, ed anche qui da noi, una carrozza chiamata automobile, le mire dei valmuggesi si spostarono verso quel nuovo e rivoluzionario mezzo di locomozione.
Anche perché quando si progettò d’istituire tale servizio d’auto tra Chiasso e Muggio, si fece balenare la prospettiva di guadagni favolosi. Il comitato d’iniziativa metteva in conto addirittura una entrata annua di 30 mila franchi, e domandava quindi alle poste un’indennità d’appalto di 25 mila franchi per cinque corse giornaliere.
Fu così che l’allora consigliere di Stato Emilio Bossi (Milesbo, bruzellese), pensò bene di mettersi alla testa di quanti anelavano a comunicare più modernamente e più in fretta con il piano.
Il 9 agosto di quell’anno veniva diramata una circolare a tutti gli abitanti della valle e dei centri di Chiasso e Mendrisio. Eccola:
“Bruzella 9 agosto 1912 – Egregio Convallerano e Concittadino, Siete caldamente pregato a voler intervenire alla riunione che avrà luogo Domenica, 11 corr. alle ore 4 pom. all’Albergo Bruzella in Bruzella per la costituzione di un Comitato promotore per l’introduzione di un servizio automobilistico in Valle di Muggio. Facciamo vivo assegnamento al vostro intervento, ben conoscendo quale amore e vivo interessamento portate al vostro paese ed alle migliorie  della Valle. In tale attesa distintamente vi salutiamo. Consigliere di Stato, Avv. Emilio Bossi; Capomastro, Cesare Bossi  fu Cesare; Sindaco di Muggio, Franc. Fortini fu Gius”.
Alla riunione parlò a lungo l’on. Bossi, che esordì sottolineando che la Valle di Muggio “non ha attualmente la floridezza che le sue condizioni naturali eccezionalmente felici le dovrebbero assicurare. La causa di questo guaio è una sola, la mancanza di tramvie o di filovie che la colleghino a Chiasso.
Di questa verità sono luminosamente convinti tutti, valligiani e forestieri, tecnici e non tecnici. Si studiò in passato il progetto di massima per l’impianto di una ferrovia. Questo progetto rimase inadempiuto per l’altissimo costo di costruzione e l’assoluta impossibilità di raggranellare il capitale occorrente”.
Dopo aver analizzato tutte le possibilità e le necessità incombenti, l’oratore sottolineò i vantaggi offerti dall’introduzione di un servizio automobilistico:
“Il preventivo di spesa sarebbe di circa fr. 40’000 per due automobili dei quali l’uno di servizio e l’altro di riserva, con dieci posti cadauno, mentre il preventivo dell’esercizio non  sorpasserebbe i fr. 30’000”. Milesbo consigliava anche l’acquisto di una terza automobile per il servizio tra Mendrisio e Morbio Superiore.
“Le azioni vennero fissate in N. di 800 a fr. 50 cadauna ed al portatore”.
Tutti i presenti furono d’accordo per l’istituzione del servizio automobilistico e si passò alla nomina del comitato promotore, che risultò così composto: cons. avv. Emilio Bossi, Lugano ; architetto Francesco Fortini, Sindaco, Muggio; cons. Antonio Bacciarini, Cabbio; capomastro Cesare Bossi fu Cesare, Bruzella; Marco Galli, Caneggio; avv. Mario Bernasconi, Morbio Superiore; Paolo Nessi, Morbio Inferiore; cons. Francesco Bertola, Sindaco, Vacallo; avv. Elvezio Borella, Mendrisio; cons. Alessandro Prada, Castel S. Pietro; Ludovico Riboni, Chiasso; Isidoro Antognini, Vice-Sindaco, Chiasso; cons. Francesco Rusca, Chiasso; dottor Romeo Noseda, Vacallo.
Andò poi che l’automobile in Valle di Muggio arrivò nel 1914. Le poste misero in pensione le carrozze a cavalli e appaltarono un servizio automobilistico (eravamo nel luglio 1914)  ad un certo Rinaldi, locarnese d’origine e residente a Morbio Superiore (v. villa Rinaldi, con parco, tuttora esistente), che sicuramente lo deteneva ancora nel 1925. Non sappiamo quale seguito ebbe la società degli azionisti. È comunque certo che l’iniziativa del 1912 fu determinante avendo avuto il merito di accelerare la decisione dell’amministrazione postale.
Il servizio venne inaugurato ufficialmente con tanto d’invitati, di banchetto e di discorsi… senza tralasciare di menzionare un episodio tragi-comico: la vettura che aveva portato gli invitati a Muggio, sulla via del ritorno verso Morbio Superiore, dove era fissato il banchetto, giunta poco oltre Caneggio ribaltò paurosamente, fortunatamente e miracolosamente senza gravi conseguenze. Emilio Bossi, che faceva parte degli invitati, restò impigliato ma indenne sotto l’automezzo, mentre il direttore delle poste, Molo, con uno spettacolare ruzzolone andò a far conoscenza del ripido pendio a valle, trattenuto poi da uno spinoso cespuglio che gli salvò la vita, sia pure a costo di qualche graffiatura. Gli altri se la cavarono tutti con una buona dose di spavento. Ci volle gran fatica a soccorrere gli infortunati, a rimettere l’auto sulle sue ruote ed a rimorchiarla con gli invitati fino a Morbio Superiore per il pranzo ufficiale, con i commensali ancora pallidi in volto per lo scampato pericolo. Due settimane dopo (28 luglio1914) scoppiava la prima guerra mondiale.
Gilberto Bossi

Fonte: Adolfo Bächtold, Almanacco di Vita chiassese, Edizioni L.E.M.A , Agno, 1985; Adolfo Bächtold, Almanacco di Vita chiassese, della Valle di Muggio e del Mendrisiotto, Edizioni : Mauro Bernasconi S.A., Agno, 1992.