Heinz Waibl, la libertà della grafica

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(red.) “Come grafici, la clientela la conquistavamo non facendo gli intellettuali, ma rispondendo ad esigenze precise di comunicazione visiva (…). La committenza aveva una grande fiducia verso il nostro lavoro e una grande libertà di azione. Con Max Huber siamo rimasti sempre come fratelli. Ricordo allestimenti importanti realizzati assieme per la RAI, la Montecatini, la Triennale di Milano, Bticino”. Per Heinz Waibl, intervistato da Nicoletta Ossanna Cavadini (nel catalogo curato con Alessandro Colizzi), la figura del grafico di Sagno, scomparso nel 1992, rimane fondamentale, sul lavoro come nella vita; insieme, a Milano, condividevano la passione per il jazz e riuscivano ad incontrare i “grandi”  come Benny Goodmann o Louis Armstrong quando facevano tappa in città.

Quella aperta fino a domenica 21 settembre a Chiasso (chiusura estiva dal 28 luglio al 18 agosto) è la prima antologica dedicata a Waibl, uno dei migliori graphic design italiani. Nato nel 1931 a Verona (la madre è austriaca, il padre di Merano)  ha alle spalle una ricca e feconda carriera, in Italia e negli Stati Uniti, dove lavorò dal 1967 al 1971; un “viaggio creativo” durato sessant’anni, che lui stesso ha raccontatato al pubblico allo Spazio Officina lo scorso 11 giugno, come pure, in maggio, al Museo del Novecento di Milano; un centinaio i logotipi da lui concepiti per gruppi e aziende pubbliche e private. La permanenza in America gli ha permesso di portare nel vecchio continente le novità della corporate image. La sua capacità di stare a cavallo tra nuovo continente ed Europa induce la critica a considerarlo tra i più importanti protagonisti della comunicazione visiva del Novecento. Rivolgendosi ai giovani grafici dalle pagine del catalogo della mostra, li invita a mantenere viva la curiosisità, la loro portata emozionale, la capacità di divertirsi con la professione e di determinare la forma grafica come atto concettuale, pensando al modo di rappresentare e portare in evidenza il messaggio, piuttosto che fare la semplice operazione della raffigurazione o del modo di presentare.
La mostra di Chiasso presenta 366 pezzi tra manifesti, locandine, studi, oggetti di design.

Per i bambini

Domani sabato 12 luglio il Max Museo propone un laboratorio intitolato “Mm, Mm… che bel carattere” sull’immagine e la scrittura; si giocherà con i caratteri tipografici per scoprire le infinite possibilità di scrivere una parola. Sabato 19 luglio altro laboratorio, intitolato “Lettere, simboli e logotipi”. I bambini saranno invitati a provare a costruirne qualcuno. I laboratori si svolgono dalle 14.30 alle 17.30; fr 10. Iscrizioni: 091 695 08 88 o eventi@maxmuseo.ch