
Presenza Sud l’abbiamo conosciuta per quei suoi 40 anni di esperienza cristiana, culturale e sociale. Poi dal giugno 2022 con la chiusura della struttura, è subentrato il tempo delle riflessioni per trovare una nuova soluzione. Appariva evidente che non fosse impresa semplice ma – pista dopo pista – è stata individuata una via grazie al coinvolgimento di Pro Senectute.
Si trattava di adeguare l’edificio di via Manzoni alle esigenze del Centro diurno terapeutico regionale. In questo modo Pro Senectute si sarebbe impegnata ad affittare buona parte della struttura per un periodo di 20 anni.
L’accordo è andato a buon fine e il cantiere è durato un anno e mezzo. E arriviamo ad oggi: la Fondazione annuncia che questa nuova vita di Presenza Sud prenderà avvio il prossimo mese di febbraio.
“Il 28 novembre del 2022 – tengono a precisare Onorato Zanini e Patrizia Lazzeri, presidente e vicepresidentessa della Fondazione Presenza Sud – siamo stati convocati dalla Città per la presentazione di un progetto. Pro Senectute cercava una soluzione nel Mendrisiotto e il Municipio ha coinvolto la nostra Fondazione. Nel 2023 abbiamo deciso di accettare la proposta di Pro Senectute camminando però da soli per quel che concerneva il progetto di riqualifica dello stabile. Abbiamo così individuato uno studio d’architettura e abbiamo lavorato con loro”. Stiamo parlando delle architette Anna Rosa Carnio ed Elena Bocconi. Sono loro ad averci illustrato martedì la trasformazione del Centro. Buona parte degli spazi dell’edificio di via Manzoni (circa 900 metri quadrati all’interno e 325 metri quadrati all’esterno) saranno presto a disposizione di Pro Senectute. La sala della chiesa – modificata – rimarrà fruibile nei modi e nei tempi che verranno in futuro stabiliti, così come la proprietaria Fondazione Presenza Sud manterrà i suoi spazi all’interno dell’edificio.
I contenuti all’interno
“Abbiamo realizzato una casa nella casa” hanno indicato le due architette spiegando l’operazione di trasformazione e accennando anche alla complessità dell’intervento che – oltre ad essersi confrontato con la necessità di aggiornare vari impianti tecnici tra cui quello del riscaldamento – ha ridotto e ottimizzato gli spazi della vasta Sala Winterhalter per poter rispondere alle esigenze del Centro terapeutico. Rimane praticamente uguale invece la Cappella. Al piano terreno sono stati creati spazi di attività, la palestra, le zone di riposo, i locali per TV, ristorazione e incontri; poi la cucina e i servizi separati per il personale, l’area per il cuoco (con accesso riservato) e per gli ospiti del centro, nonché un secondo ingresso per il personale e gli utenti dei locali di consultazione al piano superiore. Ed è proprio al primo piano – accessibile anche con un nuovo ascensore adatto alle persone disabili – che troviamo servizi, il locale pausa per il personale, uffici per consultazioni, gli spazi per l’amministrazione e quelli per le cure particolari come la podologia, le attività cognitive, le consulenze. Grande attenzione è stata riservata ai dettami legati alla nuova funzione di gran parte dell’edificio con la scelta dei colori delle pareti, i pavimenti e la messa in sicurezza di tutto.
Le novità all’esterno
Le strutture esterne dell’edificio non hanno subìto grandi cambiamenti se non per due aree: quella rivista e modificata per il giardino terapeutico/sensoriale che potrà essere percorso e dove è prevista la coltivazione di piante aromatiche e la nuova area per l’entrata.
3,6 milioni di franchi
I fondi per la realizzazione dell’opera provengono da un mutuo ipotecario a carico della Fondazione Presenza Sud. Fondamentale – tuttavia – è stato il sostegno economico da parte della Fondazione Promo di Mendrisio, che con i fondi di pubblica utilità ha contribuito in maniera tangibile alla realizzazione del progetto. Un altro contributo importante – in particolare per creare il giardino terapeutico – arriva dalla Banca Raiffeisen di Mendrisio.







