
C’è unità di intenti fra il Comitato contro lo smantellamento in Ticino di FFS Cargo e il Consiglio di Stato. Entrambe le parti sono unite nel voler difendere i posti di lavoro in Ticino e scongiurare nuovi tagli.
È quanto emerso, in estrema sintesi, martedì dalla riunione svoltasi tra il Comitato, in questi mesi attivo con diverse manifestazioni di protesta contro la riduzione del personale, e il Governo. Questo alla vigilia dell’incontro a Berna delle due parti in agenda lunedì 1° dicembre con il numero uno delle Ferrovie federali svizzere, Vincent Ducrot. La tematica centrale del faccia a faccia riguarderà i quaranta posti di lavoro che le FFS hanno già annunciato di tagliare in seguito all’abbandono dei terminal di Cadenazzo e di Lugano-Vedeggio.
Il ceo delle Ferrovie federali svizzere ha accettato di dialogare con il Comitato contro lo smantellamento di FFS Cargo in Ticino, di cui fanno parte le organizzazioni sindacali di categoria, partiti (tra cui l’MPS) ed associazioni ambientaliste, e il Consiglio di Stato ticinese, un fronte che a Berna si presenterà compatto, come emerso martedì mattina durante l’incontro. Al tavolo dei colloqui anche il deposito macchinisti di Chiasso e le Officine di Chiasso, nonché la strategia che il servizio pubblico intende perseguire nel breve periodo. Intanto si registra l’uscita del sindacato Transfair, presieduto dalla Consigliera nazionale Greta Gysin, dal Comitato contro lo smantellamento in Ticino di FFS Cargo.
Sindacato dei macchinisti:
Gianluca Romanini presidente
della Sezione Ticino
Intanto, la Sezione Ticino del VSLF – Sindacato svizzero dei macchinisti – si è riunita in assemblea generale a Mendrisio. Durante i lavori è stato eletto il nuovo Comitato sezionale. La guida è stata affidata a Gianluca Romanini, macchinista FFS Viaggiatori, affiancato da Luca Benato, macchinista FFS Cargo, e Pietro Pangallo, macchinista TILO, rispettivamente vicepresidente e segretario. Pangallo, presidente uscente, rimane referente della sezione per le questioni contrattuali con TILO.
Ha preso parte all’assemblea anche il presidente nazionale Raoul Fassbind, con una delegazione del Comitato centrale. Il confronto si è concentrato sulle sfide che attendono il settore: dalle difficoltà di FFS Cargo, alle riforme in corso nel sistema di produzione di FFS Viaggiatori, fino ai temi aperti in ambito TILO. La Sezione Ticino ha confermato che una propria delegazione, insieme ad altri partner, incontrerà il 1° dicembre a Berna il ceo delle FFS Vincent Ducrot.
Il VSLF conta oggi 3’119 membri attivi, di cui 185 in Ticino. Tutti i soci attivi sono macchinisti che conducono treni circolanti presso FFS Viaggiatori, FFS Cargo, FFS Cargo International, TILO e altre imprese pubbliche e private. La Sezione ticinese ribadisce il proprio impegno nella convinzione che la tutela dei colleghi e il buon funzionamento delle imprese siano obiettivi comuni.







