
A Vacallo c’è chi sostiene che “un sentiero pubblico può arrivare al confine svizzero, ma non può trasformarsi in un passaggio abusivo verso l’Italia”. Stiamo parlando di Tiziano Pasta che ha preso carta e penna e ha trasmesso al Municipio locale e all’Ufficio federale delle dogane e della sicurezza dei confini, una segnalazione formale sul tratto finale del sentiero comunale detto “del riso” (per via del contrabbando) in prossimità con l’Italia. Di fatto si chiede che le autorità competenti intervengano per chiudere il varco e ripristinare una situazione legale e sicura. Sorpresa è la reazione del sindaco Marco Rizza che ci riporta al contesto: “La rete era stata costruita dall’Italia durante la guerra. Poi abbiamo vissuto gli anni fiorenti del contrabbando e negli anni Novanta quelli pesanti dell’immigrazione. Con l’introduzione dell’Accordo sulla libera circolazione delle persone – nel ‘92 – è mutato il sistema di controllo. I confini sono presieduti parzialmente e in maniera mobile. Il malvivente semmai sceglie altre vie, da questi sentieri passa la gente con il cane e sono moltissimi in Ticino i tratti che collegano all’Italia. Questo è il mio pensiero personale, la lettera è giunta in Municipio e gli risponderemo”. Per Tiziano Pasta invece “Il punto sollevato è semplice e preciso: nessuno contesta che un sentiero comunale possa giungere fino al limite del territorio svizzero. Ciò che invece non può essere accettato è che, al termine del percorso, la prosecuzione verso l’Italia avvenga attraverso un varco abusivo aperto in una rete di confine divelta o tagliata, situazione che non corrisponde a un valico ufficiale né a un passaggio formalmente riconosciuto”. La lettera chiede che venga chiuso il varco (nell’immagine).
“Si finisce infatti per far apparire come normale ciò che normale non è: la prosecuzione oltre confine attraverso un’apertura abusiva nella rete”. E questa è la visione delle cose di Tiziano Pasta. “La questione – aggiunge – non riguarda soltanto il sottoscritto quale proprietario direttamente toccato da questa situazione sul lato svizzero, ma interessa anche la sicurezza degli abitanti di Via Dosso Lugano e di Via Loco. Chi accede impropriamente da quel punto finisce infatti inevitabilmente per riversarsi nel comparto abitato di queste zone, con ricadute sulla tranquillità del quartiere, sulla percezione di sicurezza dei residenti e sulla corretta gestione del territorio comunale”. Di fatto, come possiamo vedere anche nella mappa ufficiale del comparto di cui parliamo, il Mendrisiotto – terra di frontiera – è ampiamente costellato di sentieri che conducono in Italia. Pensiamo solo al Bisbino, il Bonello, Scudellate, il San Giorgio, ecc. Diciamo un po’ ovunque nella regione del Mendrisiotto ma anche nel resto del Cantone, in particolare nelle zone montagnose. E allora? Pasta a Vacallo chiarisce che “non si tratta di una polemica politica, ma di una questione di ordine pubblico, chiarezza amministrativa, sicurezza del confine e tutela dei cittadini. Un Comune non può lasciare che un proprio sentiero termini, senza alcuna regolamentazione, in corrispondenza di un’apertura abusiva nella rete di frontiera, creando di fatto le condizioni per transiti impropri e non controllati”. Al Municipio di Vacallo e alle autorità federali competenti lui chiede quindi “un intervento rapido, concreto e definitivo”.







