
Maroggia/Madrid: sembra la tratta di un viaggio nei fumetti e invece… Ci sono momenti che brillano più degli altri, perché nascono da anni di lavoro, di passione tenace e di sogni che resistono e vanno colti. Per Giada Borin il 27 giugno 2025 a Madrid non è stato un semplice esordio: è stato il coronamento di un percorso appena iniziato e l’inizio di una nuova entusiasmante fase. Per lei infatti sono finiti i tempi di gareggiare con i “giovani” U18 e U20. Malgrado i suoi freschi vent’anni, ora le gare si svolgono tra i grandi: Elite e U23.
Sotto il sole ardente della capitale spagnola, Giada ha indossato, a soli vent’anni, la maglia della Nazionale Svizzera nel suo amato lancio del disco. Ai Campionati Europei a squadre, tutti i migliori di ogni singola nazione, si ritrovano, malgrado l’atletica sia uno sport individuale, a partecipare e lottare su ogni corsa, salto o lancio, per la maglia che portano.
La giovane atleta ha fatto il suo ingresso ufficiale nella massima categoria dell’atletica europea. Non è però una novità per Giada: alle spalle ha già partecipazioni ai Campionati Europei e Mondiali di categoria U18 e U20. Questa volta però tra le big, tutto ha un sapore diverso.
Confrontata alle migliori discobole del continente senza mai smettere di credere in se stessa, Giada con grinta, concentrazione e un sorriso che non ha mai abbandonato il suo volto, ha saputo tener testa ad alcune delle atlete con determinazione e compostezza, sfiorando il proprio record personale e dimostrando una maturità agonistica che non ha eguali. La sua prestazione è andata ben oltre i numeri; è stato un gesto di coraggio, maturità, appartenenza e lucidità. Ha saputo trovare il giusto equilibrio tra emozione e concentrazione, trasformando la normale tensione del debutto in energia. La misura finale è quindi arrivata con la consapevolezza di non essere lì per caso, ma perché le cose si meritano. Ogni lancio è stato un gesto carico di passione, cuore e tanto lavoro.
Ed è davvero solo l’inizio, perché il risultato parla chiaro: Giada c’è ed è pronta a crescere ancora. La sua presenza sulla scena europea assume un significato ancora più profondo se si pensa che le discipline tecniche, a dispetto magari della velocità o del mezzofondo, ricevono purtroppo poca visibilità, ad ogni livello (sia nazionale, sia internazionale). Lei però con forza silenziosa e costanza, ha dimostrato che anche da una piccola realtà come il Ticino possono emergere talenti capaci di sfidare i giganti. E se davvero questo è solo l’inizio, allora vale la pena seguirla da vicino.
“È stato magico e qualcosa di indimenticabile, anche solo aver avuto la possibilità di seguirla da casa”, rileva l’allenatrice Cristina Pezzatti. E conclude: “Siamo sicuri che il bello debba ancora arrivare. Brava Giada”.
Agli Europei la Nazionale Svizzera si è piazzata al 10° posto riconfermando, anzi migliorando e raggiungendo l’obiettivo che i dirigenti di Swiss Athletics si erano prefissati, ovvero quello di mantenere il posto in First League, anche grazie al supporto dell’altro discobolo ticinese Gian Vetterli che, come Giada, ha rappresentato con onore i colori rossocrociati. Appuntamento con le 16 migliori nazioni a livello continentale, tra due anni, in una località che non è ancora stata decisa.
Ora focus sul prossimo grande obiettivo della stagione, quei Campionati Europei individuali U23 che si svolgeranno a Bergen in Norvegia, per i quali Giada ha già raggiunto il minimo di partecipazione; ora attende soltanto la convocazione ufficiale da parte di SwissAthletics.







