Costruzioni: un momò alla guida

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Dopo 65 anni, torna nel Mendrisiotto la presidenza della Sezione ticinese della SSIC (Società Svizzera Impresari Costruttori). Con la nomina di Massimo Cereghetti di Besazio per i prossimi 4 anni – avvenuta ieri a Tenero – , la Sezione ha eletto il 13° presidente della sua storia iniziata il 14 settembre del 1918, quando fu nominato quale primo presidente un altro esponente del Mendrisiotto ovvero Serafino Prada di Castel San Pietro. Prada era appena 40.enne ma era già noto fra gli impresari del territorio. Di formazione ingegnere, rimase in carica dal 1918 al 1929. Massimo Cereghetti è il terzo presidente della regione più a sud del Ticino. L’ultimo a ricoprire questa carica fu Luigi Marazzi di Chiasso dal 1945 al 1959, dunque ben 65 anni fa.

Restando nel Mendrisiotto, si possono citare Florindo Bernasconi di Chiasso che è stato alla carica di segretario dal 1918 al 1921 e la figura di spicco rappresentata da Edo Bobbià di Morbio Inferiore. Bobbià ha assunto nel 1988 la guida della SSIC Ticino con il titolo che – dal 2004 – è divenuto di direttore ed ha rivestito questa carica per 24 anni.

• Il passato
Prada – che come detto fu il primo presidente della SSIC Ticino – era stato sindaco di Castel San Pietro per un quadriennio. Lasciò la presidenza della SSIC nel 1929 restando tuttavia nel comitato. Morì nel 1946. Marazzi invece – il secondo presidente momò della SSIC Ticino – rimase in carica fino al ‘59 e si distinse per diversi interventi operativi. Morì a Chiasso nel 1974.

• Il presente
Massimo Cereghetti, attinente di Muggio, è nato nel ‘66, ha una formazione di ingegnere civile e dal 1991 è contitolare dell’impresa di costruzione Gianini & Colombo SA di Chiasso. Dal 2016 fa parte dell’Ufficio presidenziale della SSIC Sezione Ticino e dal 2018 è il rappresentante ticinese nel Comitato centrale della SSIC di Zurigo. Vanta una lunga esperienza associativa anche negli organi legislativi della SSIC, sia a livello cantonale che nazionale. Cereghetti è stato nominato alla successione dell’ingegner Mauro Galli dall’Assemblea generale ordinaria. Dopo oltre 30 anni di impegno associativo, culminati con 8 anni quale presidente cantonale, Mauro Galli ha passato il testimone a Cereghetti. Contemporaneamente anche l’attuale vicepresidente Ferdinando Santaniello non ha sollecitato un nuovo mandato, andando a favorire un ricambio all’interno dei vertici associativi. Ripercorrendo gli ultimi 8 anni, quelli che lo hanno visto ricoprire la carica di presidente cantonale, Galli non ha mancato di toccare i momenti più piacevoli come i festeggiamenti per il centenario della SSIC TI, seguiti però da periodi estremamente complicati come la pandemia e lo scoppio della guerra in Europa. “Una situazione, quella attuale, – è stato detto – che chiama tutti ad uno spirito di responsabilità verso il paese che chiede quindi un partenariato sociale forte e pragmatico che non si limiti a semplici rivendicazioni e manifestazioni di piazza. D’altra parte, sono i fatti che parlano: negli ultimi 5 anni si sono aumentati tutti i salari sottoposti al contratto collettivo di almeno 310 franchi al mese o se si preferisce oltre 4’000 franchi all’anno. Questo in un settore dove un muratore formato con qualche anno di esperienza, che può essere un ragazzo di 21-22 anni, guadagna oltre 70’000 fr all’anno. O ancora si garantisce ai dipendenti la possibilità di andare in pensione a 60 anni, con il 70% dello stipendio grazie ad un sistema finanziato per oltre i 2/3 dalle imprese”.

• Pregiudizi e politica
Nel suo intervento da neoeletto, Massimo Cereghetti ha parlato dei pregiudizi nei confronti degli imprenditori e delle attese nei confronti della politica. “Mi piacerebbe anche poter contribuire a combattere quell’ostilità che purtroppo sento radicata nell’opinione pubblica attorno alla figura degli imprenditori, – ha sottolineato – e non penso solo a quelli attivi nella costruzione. Un pregiudizio quantomeno ingeneroso verso il contributo che le imprese ticinesi danno a livello di occupazione, di formazione degli apprendisti, di tangibile sostegno economico diretto alla società civile e finanziario a livello di imposte e di contributi alle assicurazioni sociali. Come spesso si dice “non bisogna generalizzare e fare di tutta l’erba un fascio”. Occorre quindi difendere le aziende serie, professionalmente ed eticamente corrette, ha aggiunto. “Penso ad esempio al contesto degli appalti pubblici e privati, per i quali occorre identificare e premiare le migliori offerte, le idee più performanti, lo spirito d’iniziativa, l’affidabilità e il giusto prezzo per rapporto alla prestazione fornita. Anche dalla politica ci attendiamo molto, con un approccio maggiormente propositivo nel creare buone condizioni quadro per il mondo imprenditoriale, possibilmente riducendo la burocrazia e le troppe complicazioni assurde che ci vengono spesso imposte dai grandi committenti pubblici. Spesso, questa involuzione è causata da una reciproca mancanza di fiducia tra le parti. Sappiamo tutti che crearsi una buona reputazione necessita anni di serio lavoro, mentre per rovinarla basta un singolo avvenimento negativo”.

• Il Centro di Gordola
Santaniello ha parlato del rinnovamento e dell’ampliamento del Centro professionale di Gordola dove nei prossimi anni si investiranno oltre 35 milioni di fr per offrire ancora migliori opportunità formative. Un lavoro intenso che dura quasi da un decennio e che dimostra come la SSIC Sezione Ticino creda nel futuro dei giovani.

• Il calo degli appalti pubblici
L’annuale assemblea è stata anche l’occasione per la presentazione, da parte del direttore Nicola Bagnovini, dei principali dati congiunturali riferiti al settore ticinese della costruzione. Uno degli aspetti evidenziati è il calo degli appalti pubblici al quale si assiste (cfr. schema).

• Gli sport di punta
Nella seconda parte dell’assemblea era prevista la presenza di ospiti d’eccezione fra i quali il presidente del Consiglio di Stato Christian Vitta. Si è anche parlato dello sport di punta col colonnello SMG Marco Mudry (da tempo l’esercito svizzero promuove giovani talenti), con Michelle Gisin (famosa sciatrice svizzera) e con Mattia Piffaretti (giovane ticinese che fa parte della nazionale atletica).