
(red.) “Mi ripresento convinto, pieno di energia, con grande entusiasmo. E intendo arrivare in fondo alla legislatura, contrariamente alle voci che corrono su una mia ipotetica idea di interromperla a metà”. Carlo Croci, sindaco di Mendrisio da 22 anni, ha sciolto le riserve ed ha comunicato mercoledì sera all’Ufficio presidenziale del suo partito (il Ppd), la decisione di continuare, di ripresentarsi alle prossime elezioni comunali in agenda nell’aprile del 2016.
Ieri mattina poi, l’annuncio ufficiale anche alla stampa, riunita a Palazzo comunale, per la presentazione del messaggio municipale che pone nero su bianco gli obiettivi strategici per lo sviluppo della Città fino al 2030 (cfr. pagina 3). “Mi sembrava il contesto ideale per sciogliere le mie riserve e guardare avanti… basta che non si pensi che intendo restare in carica fino al 2030!” La battuta del sindaco poi lascia spazio ad un ragionamento sul desiderio di continuare a lavorare sul processo aggregativo (“che è lungo e complesso e va seguito”) e la difesa dei quartieri.
Oltre a questo, cosa non voleva lasciare in sospeso? Tutti quei progetti importanti che stanno arrivando proprio ora ad una fase cruciale: il Centro di Pronto Intervento 2 per la completazione dell’entrata del Borgo, l’acquedotto a lago, lo svincolo autostradale e le pianificazioni che giungono al capolinea come Villa Argentina (cresciuta in giudicato), Piazza del Ponte e Valera su cui presto ci saranno novità ma questo è un tema di Municipio.
Parliamo di politica: il municipale Ppd Matteo Rossi ha dichiarato di non volersi ricandidare. Quanto ha dunque pesato sulla sua scelta, il timore di lasciare troppo spazio al Plr, liberando in un sol colpo due poltrone “azzurre” di peso?
Niente. Questo non è stato un mio pensiero. La scelta che ho fatto è solo una riflessione mia e della mia famiglia. In casa ho ricevuto il consenso… anche dalla figlia più piccola che, anzi, ha dato un impulso significativo alla discussione.
Sono brave!
Diciamo che non ho mai non fatto le vacanze e questo forse è stato importante.
Sostegno dalla famiglia e anche dai cittadini?
Ho percepito con molti cittadini un certo gradimento ma devo dire che mi ritengo una persona fortunata perché in tutti questi anni ho potuto lavorare per la comunità che in fondo è la cosa che mi affascina di più. Già durante gli studi, ricordo, concentravo i lavori scritti su tematiche legate alla cosa pubblica.
Quindi in questo momento, la passione per la comunità batte quella per il vino e i vigneti?
Già, per ora mi accontento di continuare a seguire il filone, ma non in prima persona.







