Costi SAM: sui Comuni piove un’altra scoppola

0
47

Si profila una nuova stangata sulle spalle dei Comuni del Mendrisiotto ed è quella che il SAM (Servizio Ambulanza Mendrisiotto) prevede per la copertura del disavanzo a partire da quest’anno. A dire il vero, è un’escalation con la quale si fanno già i conti da anni: il contributo pro capite a consuntivo è già passato da 33,54 franchi nel 2022 a 43,39 nel 2025. Senza contare che dal 2024 al 2025 il pro capite a consuntivo è passato da 37.87 a 43.39. Se guardiamo al presente, nel preventivo 2026 figura un pro capite di 46,67. Cosa riserverà dunque il 2027? I Comuni sono preoccupati perché – a quanto è dato sapere – nel preventivo del prossimo anno, l’aumento del pro capite potrebbe addirittura sfiorare il 10%. E oltretutto secondo un piano finanziario, anche negli anni successivi, il contributo comunale presenterà una crescita stimata al 10%. Questa scoppola sui conti dei Comuni va a sommarsi agli aumenti dei costi riversati da vari consorzi intercomunali come quelli di depurazione, nonché dai corpi di Polizia e Pompieri.
I vertici dell’Associazione SAM stanno dialogando con i Municipi dell’intera regione per spiegare la serie di criticità che concerne i risultati del consuntivo 2025 (gli stessi conti che i Municipi hanno già approvato). Un’informativa in questo senso era stata recapitata agli Esecutivi a fine giugno.
Il consuntivo 2025 presenta una riduzione di costi di 197’676 franchi ma anche un’importante calo dei ricavi di 335’876 franchi. Sono diversi i fattori che causano un contesto finanziario sempre più critico rispetto al SAM, servizio di grande efficacia e professionalità che nessuno mette in discussione. Fra le criticità vi sono le perdite in crescita rilevate su debitori e il trend in considerevole calo degli interventi. Come mai? La popolazione incappa meno in malori o incidenti? No di certo. Non sono infatti diminuiti gli accessi al Pronto Soccorso: è chiaro dunque che i pazienti lo raggiungono con propri o altri mezzi per spendere meno. Nel rispetto della LAMal, le Casse Malati sostengono i costi del Servizio Ambulanza al 50% con massimali annui di 5’000 fr per salvataggio e 500 fr per intervento di soccorso. E qui intervengono due rischi.

Il primo rischio è che a farne le spese maggiori siano malati e anziani che più volte – in un anno – fanno capo al servizio. Il secondo rischio è che si rinunci, per timore dei costi, al diritto alle cure d’urgenza sulle ambulanze che possono salvare la vita. Un altro dato è il fatto che nei conti del servizio del SAM, sono al momento compresi i costi del Servizio medico dentario che si vorrebbe rendere autonomo. Se questo è il fronte critico venutosi a creare per i servizi ambulanza, come detto occorre valutare i costi che vari settori della società d’oggi stanno riversando sui Comuni. Per non parlare dei continui aumenti dei costi delle Casse Malati che la popolazione non può scansare. Una chance di poter ridurre i costi potrebbe derivare da una diversa ripartizione fra i vari enti interessati. La Federazione Cantonale Servizi Ambulanza porta avanti a livello svizzero l’istanza di modifica della percentuale di riparto che oggi è al 50% per le Casse Malati e al 50% sulle spalle dei pazienti, auspicando che l’80% vada a carico delle Casse Malati e il 20% sui borselli dei pazienti. Nel contesto dei rapporti paziente-sanità è stato presentato di recente il nuovo modello di gestione delle situazioni sanitarie non urgenti: il cosiddetto Pronto Consulto che vanno a sperimentare l’OBV di Mendrisio e il SAM.