
Femminicidi e violenze sulle donne nelle cronache di ogni giorno in Italia e anche in Svizzera. Ma ci sono comunità – come Vacallo – che hanno ben presente come sia necessario cambiare decisamente cultura su questo fronte. Coinvolge un gruppo di 20 donne di Vacallo – che fanno riferimento alla municipale Giovanna Lanini Noseda – l’iniziativa artigianale e benefica che presto tutti potranno toccare con mano. Ossia? Confezionare a mano coperte di lana per bebè o per adulti (letti, divani, ecc.) da vendere. Il ricavato andrà a favore delle due case protette che in Ticino sostengono le donne vittime di violenza fisica o psicologica (Casa delle donne a Lugano e Casa Armònia nel Sopraceneri). Coperte dunque che aiuteranno a proteggere chi vive nelle minacce e nelle botte e riscalderanno dal freddo dell’indifferenza.
La prima occasione in cui si potranno comperare le coperte, sarà il 6 giugno nell’ambito del Vacallo Country Village dalle 14 alle 20 sul prato retrostante il centro sociale di Vacallo. Dopo la pausa estiva, seguiranno ulteriori momenti in cui verranno vendute le coperte (in occasione di sagre o feste anche fuori paese). “Sono stata eletta nel 2021 e in quell’anno è entrata nell’Esecutivo anche Serenella Inches: due donne in Municipio dopo molti anni: con l’Esecutivo ci è piaciuto portare avanti temi e proposte per sensibilizzare la popolazione su questo tema e valorizzare ricorrenze legate alle donne; – spiega Giovanna Lanini Noseda, a capo del Dicastero cultura ed educazione e responsabile del Gruppo di volontari creato per discutere di questioni femminili e promuovere iniziative – è un filo che da diversi anni si intreccia con la Giornata contro la violenza sulle donne che ricorre il 25 novembre. Nel 2021 avevamo avuto l’idea della panchina rossa decorata e collocata nel parco-giochi a San Simone per sensibilizzare e denunciare femminicidi e violenze. Nel 2022 tredici scarpe rosse sulla scalinata della Chiesa Santa Croce ricordavano le vittime di femminicidi di quell’anno; poi il 2023 è stato l’anno dello striscione sul quale gli uomini potevano metterci la firma per impegnarsi a difendere le donne, fino all’invito dello scorso novembre alla giurista e criminologa Roberta Schaller che ha spiegato come uscire da una relazione tossica. È stata pur offerta la possibilità di partecipare a una serata di autodifesa”. Come vi è venuta l’idea delle coperte? “In Italia è presente l’Associazione “Viva Vittoria” che coinvolge ogni anno numerose donne che confezionano e vendono migliaia di coperte per sensibilizzare al problema della violenza di genere. Ci siamo ispirati al loro progetto e non è mancato l’entusiasmo da parte di un bel gruppo di donne”. Come sono fatte le coperte? “Ad uncinetto o a maglia; lavoriamo una volta al mese insieme e poi continuiamo ognuna a casa propria. Fra l’altro nel gruppo abbiamo delle signore addette all’assemblaggio e se qualcuno avesse delle esigenze particolari, si possono anche commissionare” aggiunge la municipale. Dimensione delle coperte: circa 150×125 cm. Chi vuole lavorare da casa, deve preparare dei quadrati di 25×25 cm a lana con ferri del numero 4. Il loro costo – possiamo anticipare – è di 25 fr se si tratta di coperte per bebè e 45 fr quelle concepite per adulti “ma confidiamo nella generosità degli acquirenti” conclude la nostra interlocutrice.
I prossimi incontri del gruppo di donne che partecipano a questo progetto, saranno al centro sociale il 10 giugno, l’8 luglio e il 19 agosto. L’evento conclusivo è previsto il 19 novembre.
Per informazioni, rivolgersi al centro sociale (091/ 695 27 06).







