
Avanza il progetto di potabilizzazione dell’Acquedotto regionale del Mendrisiotto (ARM) che capterà l’acqua dal lago a partire dalla fine del 2026. A due anni dalla posa della prima pietra, l’impianto è in via di ultimazione a Riva San Vitale, nella zona “Ai Ronchi”, e assicurerà il fabbisogno idrico del Mendrisiotto. A quando l’inaugurazione? I costi? E quali le attese? Abbiamo girato questi e altri interrogativi a Umberto Ballabio, responsabile del progetto per la Holinger SA con sede a Mendrisio, la società incaricata dell’avveniristica iniziativa.
“I lavori stanno seguendo il programma tracciato dalla Delegazione consortile dell’Acquedotto regionale. L’impianto è in corso di ultimazione. Inizieremo le prove di approvvigionamento idrico dal bacino lacuale a dicembre, quando è prevista la messa in servizio. Cosicché nei primi mesi del 2027 l’impianto potrà entrare in funzione e potranno cominciare i test funzionali e l’inaugurazione ufficiale”.
A quel punto si potrà dunque bere l’acqua prelevata dal lago?
“Esatto. A partire dal gennaio dell’anno prossimo. L’impianto possiede quattro linee di trattamento all’interno della stazione. Si inizierà ad avviarle in progressione, cosicché potranno entrare in funzione a pieno regime per la primavera 2027. I tempi della messa in rete dipenderanno dall’esito delle procedure di sicurezza che dovranno garantire la qualità dell’acqua distribuita. Ci sono infatti delle condotte di collegamento da Riva San Vitale a Capolago che vanno sanificate, oltre alle tubazioni interne all’impianto, i serbatoi e i vari componenti di trattamento, e questo potrà essere svolto soltanto al momento in cui inizieremo a produrre acqua. La prima cosa da compiere è la disinfezione dell’intero impianto che verrà poi verificata con le analisi dei laboratori accreditati”.
Quali saranno i termini di approvvigionamento idrico per il Mendrisiotto?
“L’impianto è dimensionato per il fabbisogno medio della regione. Dipenderà inoltre dall’effettiva richiesta d’acqua da parte dei Comuni. Il progetto di potabilizzazione, è bene evidenziare, non rappresenta in ogni caso una fonte sostitutiva, bensì complementare. L’impianto di Riva San Vitale andrà infatti a coprire le punte di fabbisogno critico, compenserà le carenze che dovessero verificarsi, per motivi di siccità o di contaminazione dell’acqua. L’Acquedotto regionale del Mendrisiotto (ARM) – garantirà un approvvigionamento di acqua potabile sicuro a circa 50 mila abitanti. La gestione idrica non si prefigura semplice, anche perché i consumi saranno in continua evoluzione.
L’approvvigionamento interessa, oltre ai Comuni del Mendrisiotto, quelli di Melano e Maroggia, dunque anche Val Mara sarà allacciata con una propria condotta a lago”.
Siete a giorno con il progetto in termini di tempi e costi?
“Sì, perfettamente a tempo. E anche i costi sono rispettati come da preventivo: rientrano negli stimati 25 milioni di franchi, di cui 5 milioni sussidiati dal Cantone”.
Il lago Ceresio si dimostrerà una fonte davvero ottimale per il cosiddetto “oro blu”, termine che lascia intuire sin dal nome il suo prezioso valore?
“Sicuramente risolverà le esigenze future per il fabbisogno di acqua potabile. Anche in termini di qualità non ho alcun dubbio che i requisiti di legge saranno rispettati, ma anche le aspettative della popolazione. Va detto che l’acqua distribuita potrà essere il frutto di una miscela, tra acqua di lago, acqua di falda e di sorgente. I trattamenti sono all’avanguardia e l’impianto è già predisposto in caso di ulteriori richieste di implementazione”.
Quale arco temporale abbraccerà il funzionamento dell’impianto di potabilizzazione?
“È predisposto per un periodo di copertura fino a 50 anni, tenendo naturalmente conto della futura crescita demografica del Mendrisiotto”.
Il vostro progetto è già realtà oltre Gottardo. Con quali esiti?
“Un nostro impianto, praticamente identico a quello progettato a Riva San Vitale, è già operativo con efficacia da diversi anni a Horgen, sul lago di Zurigo. Altri impianti di trattamento di acqua da lago progettati da Holinger sono in esercizio con successo a Romanshorn, Kreutzlingen, Sempach, Küsnacht, Weggis. Nel frattempo, abbiamo realizzato uno studio di fattibilità per un altro impianto che potrebbe sorgere nei prossimi anni nella zona a lago tra Brissago, Ascona e Ronco. Il progetto è già inserito nella pianificazione del Locarnese”.







