
Attrice, diva del cinema che ha segnato il ‘900, eppure nel contempo moglie e madre premurosa: Sophia Loren è soprattutto una donna, icona indiscussa di bellezza, ma nel senso più ampio del termine. Non solo un’immagine esteriore, ma il riflesso di una personalità forte, immortalata da alcuni fra i più grandi fotografi dell’epoca: Richard Avedon, David Seymour, Elliott Erwitt, Alfred Eisenstaedt, Tazio Secchiaroli, Pierluigi Praturlon, Gianni Berengo Gardin, Ugo Mulas, solo per citarne alcuni. Fino all’8 marzo 2026 il m.a.x. museo di Chiasso dedica le sue sale alla mostra Sophia Loren: il mito della bellezza disegnato con la luce, a cura di Francesco Casetti, Angela Madesani e Nicoletta Ossanna Cavadini. L’esposizione si inserisce nel filone che il museo chiassese ciclicamente dedica alla fotografia e si ricollega al tema guida del Centro Culturale Chiasso per l’attuale stagione espositiva, la pulchritudo. Sono esposte complessivamente circa duecento immagini, in ampia maggioranza immagini vintage affiancate da reprint, secondo un criterio tematico-cronologico. Abbracciano sessant’anni di vita di Sophia Loren e restituiscono al visitatore le emozioni più profonde che la grande diva ha saputo suscitare grazie alla sua tempra e alla sua determinazione, sia con il successo dei film (oltre un centinaio quelli realizzati) sia nella vita.
L’esposizione presenta un filo conduttore inedito, e oltre a esaltare la bellezza dell’attrice, della donna e della madre di famiglia, onora nel contempo la visione estetica e concettuale della stessa Sophia Loren: la diva – immortalata nel pubblico o nel privato – fin dagli inizi si assicura in maniera sempre più importante il ruolo di unica e assoluta padrona della propria immagine. Con il successo giunto velocemente in età giovanile, l’attrice intuisce l’importanza di mantenere salde le redini della sua figura professionale e successivamente pubblica. Fondamentale risulta il lungo sodalizio con Tazio Secchiaroli, l’inventore della “fotografia d’assalto” della Roma dei paparazzi, che sarà a partire dal 1964 per due decenni il suo fotografo personale, come pure la presenza costante sui set per immortalare e vigilare sull’esecuzione di ogni scatto: sarà cioè il suo “biografo visivo”, una figura imprescindibile nella carriera e nella vita di Sophia Loren. La scelta curatoriale dell’esposizione si focalizza propriamente sulle immagini vintage realizzate da Tazio Secchiaroli con un nucleo importante di 72 fotografie. Attraverso gli scatti, vintage o reprint, l’esposizione fornisce un’immersione – discreta, estetica, onesta – alla scoperta delle varie vite della sua protagonista: l’attrice, certamente, ma anche la donna forte e la madre premurosa, dove finzione cinematografica e realtà di tutti i giorni non sono mai in antitesi.







