
Oggi venerdì 29 agosto si apre l’intenso fine settimana di Cavea Festival con diverse novità (https://caveafestival.ch/). E si inizia con un concerto di musica classica nell’Anfiteatro, in collaborazione con l’associazione Cavaviva. Il concerto per due pianoforti “KONZEPT” con il duo Lupi Paganini, promette di essere un’esperienza indimenticabile per i musicisti e per gli spettatori, in un contesto insolito e unico, con un programma di musica classica appositamente concepito per due pianoforti, che esplora le possibilità sonore e creative di questo duo strumentale attraverso brani di W. A. Mozart, D. Shostakovich, I. Stravinsky, e altri. In attesa del concerto, ecco l’intervista a Beatrice Lupi e Francesco Paganini.
Il concerto del vostro duo di pianoforti alle cave di Arzo è intitolato “Konzept”. Potreste spiegarci l’origine del nome?
Il titolo KONZEPT è nato da un gioco di parole/lettere. Caratterizza l’ambivalenza del repertorio tra elementi strutturali (Konzept) ed elementi di dialogo e scenici (Konzert). Inoltre il titolo sintetizza la dicotomia tra compositori tedeschi e russi (Mozart, Schumann, Shostakovich, Stravinsky), cambiando la lettera “R” di KONZERT con la corrispondente lettera in cirillico “P”, divenendo così KONZEPT.
Questo per il vostro duo è un ritorno alle cave, dopo l’apprezzatissimo concerto del 2024. Come mai tornare integrandosi nel programma del Cavea Festival?
Dopo il concerto dell’anno scorso nella cava Broccatello, ci si è proposti di rinnovare l’appuntamento per questo 2025. In quest’occasione si condividono la cava e il fine settimana con Cavea Festival, un abbinamento insolito che apre la possibilità di varcare la soglia di pregiudizi tra generi musicali, e di esplorare nuovo pubblico, in entrambe le direzioni.
Da anni siete impegnati in una carriera musicale che da Besazio e Milano vi ha portato a girare il mondo: avete vissuto in Bolivia e Argentina, occupandovi di progetti che si muovono tra la musica e il sociale. Ora siete rientrati in Europa, e vivete stabilmente in Toscana. Cosa vi ha portato a questa svolta nella vostra carriera?
La nostra carriera si è da sempre sviluppata tra concertismo e progetti di educazione. In ogni luogo in cui abbiamo vissuto ci siamo confrontati con la realtà e il tessuto socioculturale, e abbiamo sviluppato la nostra carriera musicale e didattica a partire dal terreno in cui sedevamo.
Con il nostro rientro in Toscana è cambiato il contesto ma non il modo di concepire il nostro lavoro. Ci muoviamo in ambito educativo, ci dedichiamo alla creazione di programmi da concerto che avvicinino il pubblico alla comprensione e apprezzamento della musica classica, e ci siamo rimessi in gioco formandoci come duo pianistico con insegnanti di ottimo livello.
Il Sud America rimane per voi una destinazione privilegiata, infatti a luglio di quest’anno avete riproposto una tournée in Argentina. Come avete ritrovato il Paese?
Dal 2023 ad oggi organizziamo regolarmente una tournée estiva in Argentina (e Bolivia).
Ogni anno è un’occasione per ritrovare luoghi noti e persone a noi care, e allo stesso tempo ampliare la conoscenza di questo meraviglioso Paese.
Il mondo intero subisce continue evoluzioni, è interessante osservare da diverse angolature questa continua metamorfosi. L’Argentina è un Paese con una storia particolare e interessante, con una ricchezza multiculturale, che teniamo a vivere personalmente. Ogni anno si ritrova “aria di casa” e allo stesso tempo si scopre una nuova prospettiva, come pensiamo possa capitare in ogni luogo del mondo.
Dal mondo alle origini: Beatrice è cresciuta a Besazio, il concerto a due passi da casa deve avere un significato particolare. Cosa rappresentano le cave di Arzo per lei, come persona e come artista?
Le Cave di Arzo sono per me un luogo d’infanzia. Oltre ad aver vissuto a Besazio e frequentato le elementari ad Arzo, ero molto amica della famiglia Rossi che estraeva la pietra in quel tempo. Era consuetudine per me andare a giocare in quegli spazi e quei boschi. Oltre al legame affettivo che mi unisce a questo luogo fin dall’infanzia, trovo che le Cave custodiscano un fascino particolare e un po’ misterioso, proprio di quegli spazi in cui l’opera dell’uomo ha lasciato il passo al ritorno della natura. Le Cave rappresentano un palcoscenico non convenzionale per la musica classica, rendendole ancor più un luogo interessante per questo scopo.
Annamaria Lupi con Matteo Martelli
Cavaviva e Cavea Festival
Apertura della cassa e del bar alle 19. Inizio del concerto ore 20.30. Informazioni e prenotazioni: eventi@cavaviva.ch – 076 616 55 51. Prevendita su biglietteria.ch o acquisto direttamente sul posto entro le h 20 (su prenotazione). L’evento avrà luogo con qualsiasi tempo.
• Il Cavea Festival di Arzo proseguirà sabato 30 agosto con la grande serata musicale a ingresso libero. La Notte tropicale si aprirà già alle 17.30. Il pubblico potrà assistere al palco aperto organizzato con Open Mic Ticino per poi lasciarsi trasportare dalle atmosfere soul e afro di Scopamare e dal funk-jazz della band Il Mago del Gelato. Si chiuderà con l’energia tribale del dj set con percussioni di Baronesse.
La giornata del 31 agosto sarà all’insegna della convivialità e inizierà con un ricco buffet (prenotazione obbligatoria su prenota.mendrisio.ch). Il momento del pranzo sarà accompagnato dalla musica dal vivo della cantautrice Zoe Beretta, dal duo indie pop Two and The Sun e dalla selezione di vinili di Gianni B. Nel pomeriggio, alle 15, andrà in scena lo spettacolo Iros Anghelos – messaggero di primavera con Sarah Lerch e Lianca Pandolfini. I più piccoli potranno divertirsi con i giochi in legno della tradizione e partecipare ad atelier creativi curati da artisti e realtà del territorio.







