Angelo Giorgetti tra la Ville Lumière e il Ticino alla Pinacoteca Züst di Rancate

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Angelo Giorgetti, Piazza della Riforma (Lugano), 1950, olio su tela, Cantone Ticino.

Testimone del proprio tempo, pronto a cogliere l’attimo fuggente, e osservatore attento alla ricerca dell’equilibrio fra luce, colore e composizione, il pittore e scultore Angelo Giorgetti (1899-1960) è parte di quel novero di artisti nati e vissuti nella prima parte del Novecento che per ragioni diverse sono per il grande pubblico dei “dimenticati”. La Pinacoteca cantonale Giovanni Züst di Rancate dedica alla sua produzione l’esposizione primaverile Dalla Parigi degli “Anni folli” al Ticino del Dopoguerra. A cura di Simona Ostinelli, con il coordinamento scientifico e organizzativo di Alessandra Brambilla con Mariangela Agliati Ruggia, la mostra aprirà domenica 6 aprile e rimarrà in allestimento fino al 7 settembre 2025 (aprile-giugno e settembre: ma-ve 9-12 e 14-17; sa-do e festivi 10-12 e 14 17 / luglio e agosto 14-17).

Nato a Milano da famiglia ticinese, dopo essersi formato nella capitale lombarda, agli inizi degli anni Venti si trasferisce a Parigi, immergendosi nel clima dei cosiddetti “Anni folli” partecipando attivamente all’intensa vita artistica della città. Di questa lunga stagione, sono giunti a noi eleganti ritratti femminili e vedute della capitale francese che oggi appaiono come “cartoline” di un mondo lontano.
Tornato in Ticino alla vigilia della Seconda guerra mondiale, l’artista si specializza nella ritrattistica e nei paesaggi dedicandosi pure a temi di figura, natura morta, fiori e all’arte sacra, sperimentando anche l’affresco e il mosaico.
Amante della montagna, compie viaggi di aggiornamento in Germania e Italia e si stabilisce a Lugano, dove trascorrerà gran parte della sua vita.
La mostra alla Pinacoteca Züst nasce dall’incontro con Luca Giorgetti, nipote del pittore: per la prima volta presenta la vita e il percorso artistico di questo autore. Le opere esposte abbracciano quarant’anni di attività; provengono perlopiù dal fondo degli eredi di Giorgetti, da collezionisti privati e dal MASI e offrono uno spaccato inedito su un pittore dal fascino locale e cosmopolita.
La prima sezione raccoglie le opere appartenenti al cosiddetto “lessico familiare” dell’artista. L’approfondimento continua con il periodo parigino che dura dal 1924 al 1939.
Rientrato in Ticino, nei primi anni Quaranta, Giorgetti opera in un contesto di difficile congiuntura; cercando occasioni di guadagno, si dedica anche all’arte sacra partecipando a concorsi pubblici. Nella quarta sezione vengono presentati nudi e ritratti che per l’artista rimangono un formidabile campo d’indagine. La rassegna è completata dalla produzione scultorea di Angelo Giorgetti, accanto a nature morte e fiori ai quali l’autore si dedica negli anni Trenta e Quaranta e ai paesaggi, dall’Engadina alla città di Lugano.