L’indotto

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(red.) “In totale, quindi, nel 2016, animeranno il Campus di Mendrisio Stazione circa 250 collaboratori stabili, 500 studenti nella formazione di base e oltre 1500 studenti all’anno nella formazione continua”. I dati  furono presentati dalla SUPSI il 16 maggio 2011, quando la direzione annunciò l’insediamento del Dipartimento ambiente costruzione e design, con inaugurazione del primo anno accademico prevista nel settembre 2016.

Come accade spesso per i grandi progetti bisogna mettere in conto dei ritardi e l’annuncio di tre anni fa è ora stato corretto  dal Consiglio di Stato (v. l’Informatore dell’11 luglio) che ha posticipato di due anni, nel dicembre 2018, la fine dei lavori di costruzione dell’edificio.
Per la città e la regione tutta, l’arrivo di una scuola superiore con 6 corsi di laurea bachelor, tra i quali ingegneria civile e architettura, è un fatto importante, almeno quanto l’insediamento dell’Accademia d’architettura negli anni Novanta. Il progetto  rilancia la discussione sull’indotto generato nel territorio: prestigio, quantità importanti di commesse per imprese, artigiani, fornitori di beni e servizi, nuovi posti di lavoro, nuove necessità di alloggio, di trasporto…  È una fortuna stare in un paese che dispone di una classe politica lungimirante, che non si accontenta di navigare a vista. Ma, perlomeno nel caso della SUPSI, occorre intendersi sulla definizione di “indotto”. Secondo il Cantone è così significativo che Mendrisio dovrebbe rinunciare ai diritti che gli toccherebbero dalla concessione del diritto di superficie di cui la SUPSI beneficerà per costruire la nuova sede. Ma sulla bilancia, accanto all’indotto vanno pur collocati anche i costi, una voce che nei conti pubblici è sempre sotto pressione, soprattutto in periodi come questo. Varrebbe insomma la pena, una volta tanto, sapere cosa s’intende per “indotto”.