Ricerca di RADIX: come si sentono i giovani nei luoghi pubblici?

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Spazi a lago in quel di Capolago-Riva San Vitale.

Cosa accade quando dei giovani ricercatori intervistano altri giovani a proposito degli spazi pubblici della regione in cui vivono? Emergono soddisfazioni, criticità, desiderata, e altro ancora. E probabilmente il contatto tra pari fa sì che le risposte siano più libere. Stiamo parlando di una ricerca che la Città di Mendrisio in testa, ma anche tutti gli altri Comuni del Mendrisiotto hanno dato mandato di compiere a RADIX Svizzera Italiana. I risultati finali non sono ancora raggiunti ma ieri a Bellinzona sono state illustrate ai media le modalità di intervento usate. Come dobbiamo immaginare questa dinamica fra giovani? Lo chiediamo al direttore di RADIX, Marco Coppola. “La ricerca è tuttora in corso. Immaginate che i giovani ricercatori coinvolti nel progetto siano in giro ad intervistare altri giovani”.

Che età hanno gli uni e gli altri?
“Del gruppo che intervista fanno parte 2 giovani del liceo, 2 delle scuole professionali, 2 che lavorano e 2 di età più giovane. La scelta di far capo a questi ambiti diversi è voluta in quanto in questo modo si possono captare più visioni. I ragazzi cui vengono poste le domande coprono una fascia d’età che va dall’adolescenza (età di scuola media) fino a 20/21 anni. L’idea comunque è che chi intervista sia leggermente più grande”.

Veniamo al tema: si parla di spazi pubblici, luoghi d’aggregazione e di come ci si sente frequentandoli?
“Sì, l’argomento sono i diversi luoghi d’aggregazione e le domande che vengono poste sono state determinate dagli stessi ricercatori durante il progetto. E dunque si parla di come vengono vissuti gli spazi pubblici, dove i ragazzi amano andare, le criticità percepite e i desideri. Otto anni fa ad esempio, ci eravamo concentrati sul tema dei giovani e lo stare bene nel Mendrisiotto”.

Come sono i rapporti con i Comuni che vi hanno dato questo mandato?
“Il mandato lo riceviamo dalla Città di Mendrisio e poi si è attivato un gruppo di lavoro che rappresenta tutti i Comuni della regione. Al termine noi presenteremo un rapporto sui risultati della ricerca e i Municipi si impegneranno a dare una risposta ai giovani, che non significa per forza acconsentire ad eventuali richieste, ma piuttosto stabilire una comunicazione. Ascoltarsi a vicenda. E RADIX con il suo progetto costituisce una mediazione fra i giovani e chi decide. A volte ci stupiscono le loro riflessioni: ad esempio anni fa era emerso che desideravano più spazi nella natura”.

Non è un caso se RADIX ha scelto il 26 giugno (oggi), Giornata internazionale contro l’abuso e il traffico illecito di droghe, per presentare il contesto delle ricerche. Una simile a quella del Mendrisiotto sta avvenendo anche nel Luganese. Per entrambe, i primi passi sono stati mossi nel 2025 e le attività entrano nel vivo quest’anno.
In un presente dove globalmente dilagano violenza e ingiustizia, nel nostro territorio si sono attivati dei processi pacifici e silenziosi che l’associazione ritiene importante raccontare per mettere in luce delle narrazioni positive legate alle giovani generazioni e alle comunità che li accompagnano nel loro percorso di crescita. Un antico detto recita “fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce”. Cosa succede dunque quando l’attenzione si sposta dal malessere al benessere? Quando ci si focalizza sulle qualità, sulla “foresta che cresce”, mettendo in risalto gli aspetti di salute? Questo tipo di sguardo si può coltivare? Sono gli spunti di RADIX Svizzera Italiana. Il suo presidente Alex Farinelli punta a mantenere l’associazione “con i piedi ben piantati per terra, radicata nei bisogni reali delle persone e del territorio, ma al tempo stesso che sia capace di guardare avanti, immaginare il futuro e prepararsi ad affrontarlo con lucidità, coraggio e spirito costruttivo. È in questo equilibrio fra concretezza e visione che risiede, a nostro avviso, la forza della nostra associazione”.