
Un’altra luminosa finestra sul moderno si apre a Chiasso. Domani, sabato 28 marzo alle 17.30 al Cinema Teatro si inaugura la mostra (visitabile dal 29 marzo al 12 luglio) allestita al m.a.x. museo che vedrà al centro le opere del poliedrico artista svizzero Max Bill (1908–1994). Intitolata La grammatica della bellezza e curata da Karin Gimmi e Nicoletta Ossanna Cavadini, l’esposizione si inserisce nel filone che il m.a.x. museo dedica ciclicamente ai “maestri del XX secolo”.
Netto è il collegamento con l’attuale tema guida del Centro Culturale di Chiasso, la pulchritudo, concetto interpretato da Max Bill attraverso un incessante lavoro di ricerca quale espressione massima di armonia, sintesi, unità, spazio e logica – sottolineano i promotori dell’evento. L’attività artistica, il pensiero teorico e l’insegnamento sono aspetti di un unico metodo adottato da Max Bill e riconosciuto dalla critica come concetto “d’artista universale”.
Architetto, anche se più noto come pittore, scultore, designer e grafico, Max Bill frequenta dal 1927 al 1928 il Bauhaus, traendo i principi fondanti per esprimere un’arte razionale, oggettiva, non figurativa. Grazie alle sue relazioni personali contribuisce a creare un forte asse fra Zurigo e Milano che contribuirà a divulgare l’innovativo fenomeno della konkrete kunst, arte concreta.
La mostra al m.a.x. museo vuole porre l’accento sulla centralità della figura di Max Bill “come protagonista della cultura del Moderno, con particolare riferimento alle relazioni fra Zurigo, il Canton Ticino e l’Italia” – evidenziano gli organizzatori dell’esposizione.
Una varietà con 150 opere
In mostra sono esposte oltre 150 sue opere pittoriche, scultoree, grafiche e di design secondo un criterio tematico-cronologico, avendo sempre come fil rouge il forte rapporto che Max Bill tenne con l’Italia e il Cantone Ticino. Fondamentale è il prestito della collezione di Jakob e Chantal Bill e della “Max, Binia + Jakob Bill Stiftung”. L’esposizione annovera anche opere significative provenienti da musei svizzeri – Fotostiftung Schweiz, Museum für Gestaltung Zürich, gta Archiv ETH Zürich, Kunst Museum Winterthur, MASI Lugano, Biblioteca Accademia di architettura USI, Mendrisio, Biblioteca cantonale, Lugano – oltre a importanti collezioni private, fra cui vengono ricordate la collezione Lorenzelli Arte, Milano, e la Collezione WB form di Zurigo.
L’esposizione è accompagnata da un catalogo in italiano e inglese con un ricco apparato iconografico, che riporta a colori tutte le immagini delle opere in mostra, e con i testi critici di studiosi di caratura internazionale (saluto di Jakob Bill, saggi di Karin Gimmi, Luigi Sansone, Nicoletta Ossanna Cavadini, Gabriele Neri, Antonio d’Avossa), oltre agli apparati con la biografia dell’artista, la bibliografia e alcuni testi critici e lettere dello stesso Max Bill. Il catalogo è pubblicato dalle Edizioni d’arte Silvana Editoriale.
Un ricco calendario di eventi (conferenze, visite guidate, laboratori didattici, proiezioni di film, incontri-dibattiti) arricchirà l’esposizione. Altra notizia: la mostra vanta uno spin-off con l’Accademia di architettura di Mendrisio, Università della Svizzera italiana, dove è previsto un incontro fra Jakob Bill e Mario Botta, il 23 aprile, alle 18.30, moderato dalla giornalista della RSI Rachele Bianchi Porro.
Domani, sabato, all’inaugurazione interverranno Bruno Arrigoni, sindaco e Capodicastero Attività culturali di Chiasso; Karin Gimmi, storica dell’arte e co-curatrice della mostra; Nicoletta Ossanna Cavadini, direttrice del m.a.x. museo e dello Spazio Officina, nonché co-curatrice dell’esposizione; Jakob Bill, presidente della Fondazione “max, binia + jakob bill”; e Riccardo Blumer, direttore dell’Accademia di architettura dell’Università della Svizzera italiana.
In occasione della mostra, il m.a.x. museo organizzerà laboratori didattici per bambini e adulti, tenuti da mediatrici culturali (uno dei quali con certificato del Percorso Formazione Specialistica rilasciato dall’Associazione Bruno Munari). Verranno inoltre proposti tre temi (gruppi liberi): “Senza fine”, sabato 11 aprile alle 15, con merenda; “Matematica ad arte. Ritratti ispirati”, sabato 25 aprile alle 15, con merenda; e “La forma del progetto”, sabato 30 maggio alle 15, con merenda.
Il materiale del laboratorio viene messo a disposizione dal museo. Le iscrizioni sono obbligatorie all’indirizzo e-mail eventi@maxmuseo.ch.







