Il Maestro della tela jeans a Rancate, l’opera alla Pinacoteca Giovanni Züst

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Maestro della tela jeans, Madre mendicante con due bambini, ca. 1675-1700, olio su tela, Pinacoteca cantonale Giovanni Züst, Rancate, Donazione Fondazione Dr. Joseph Scholz.

La nuova stagione espositiva della Pinacoteca Giovanni Züst di Rancate si è aperta lo scorso 22 marzo con la mostra, a cura di Elio Schenini, Arte dal XIV al XIX secolo nelle collezioni pubbliche ticinesi. Uno sguardo d’insieme.
In questo contesto, è di particolare interesse l’importante opera del Maestro della tela jeans che la Pinacoteca ha recentemente ricevuto in donazione grazie alla generosità della Fondazione Dr. Joseph Scholz. Il dipinto Madre mendicante con due bambini si inserisce nel nucleo delle opere seicentesche della Züst, tra cui spiccano quelle di Giovanni Serodine. È curioso e significativo al tempo stesso il fatto che il pittore deve il suo nome alla presenza in molte tele di quel tessuto di fustagno blu prodotto a Genova, oggi comunemente chiamato jeans.
Il dipinto esposto a Rancate è stato scoperto da Alessandro Morandotti e proviene da Villa Airoldi ad Albiate, in Lombardia. Acquisito nel 2002 da Luigi Koelliker, è passato alla Galleria Canesso che ha contribuito alla riscoperta del suo autore grazie anche alla pubblicazione nel 2006 del catalogo di Gerlinde Gruber.
La scheda che la Galleria Canesso ha dedicato all’opera descrive la scena rappresentata con tre personaggi in uno spazio indefinito; davanti a loro si vedono un piccolo braciere e una brocca. Le persone ritratte indossano abiti sdruciti, rappezzati e usurati. L’opera si inserisce nel filone della “pittura della realtà” in voga nel Seicento che non disdegnava la raffigurazione di uomini e donne appartenenti alle classi più umili, spesso vestiti di stracci. I personaggi dipinti dal Maestro della tela jeans sembrano essersi fermati solo per il tempo necessario a sollecitare l’elemosina, con lo sguardo supplice ma anche diretto. La scheda della Galleria Canesso rileva che la giovane madre con una mano si aggrappa a una stampella e con l’altra tiene una piccola tazza ansata vuota rivolta – come il suo sguardo – verso lo spettatore; indossa un grembiule in jeans di uno splendido blu indaco le cui cuciture verticali mostrano l’impuntura a sella, ancora oggi tipica dei capi in questo tessuto. Non è facile – continua – individuare il contesto in cui le opere del Maestro della tela jeans sono state dipinte: da un quadro all’altro, le rappresentazioni della vita quotidiana documentano lo stato di indigenza di quella che sembra essere un’unica famiglia, poiché alcuni dei personaggi si riconoscono in più di un’opera del corpus.
La critica non ha ancora sciolto il nodo della provenienza geografica del Maestro; molti studiosi condividono l’ipotesi di un riferimento, almeno parziale, all’ambito lombardo di questo “grande, commosso narratore delle sofferenze degli umili” (F. Frangi, A. Morandotti).
La mostra rimarrà in allestimento fino al 23 agosto prossimo (ma-ve 10-12, 14-17 / sa-do e festivi 10-12, 14-18).