I tesori del Museo d’arte

0
792
Pietro Chiesa, Germaine che ricama, 1912, olio su tela, 110 x 110 cm. Fondazione Pietro Chiesa

• Il complesso di San Giovanni è uno straordinario contenitore architettonico che da quarant’anni ospita il Museo d’arte di Mendrisio, inaugurato l’11 settembre 1982. La mostra autunnale che si aprirà domenica 23 ottobre sottolinea l’importante ricorrenza con un allestimento creato per l’occasione che, coinvolgendo tutto lo spazio espositivo, mette in luce i principali capolavori della collezione. L’esposizione intitolata con la massima semplicità La collezione 1982 – 2022 è curata dalla nuova direttrice Barbara Paltenghi Malacrida e ripercorre una storia di quattro decadi di attività. Il primo nucleo, fondamentale spinta alla creazione di un museo cittadino, era costituito dalla collezione dei fratelli Aldo e Aldina Grigioni: un insieme di 150 opere rappresentative soprattutto dell’arte ticinese e lombarda tra fine Ottocento e inizio Novecento. A quella prima donazione se ne sono aggiunte numerose altre che hanno incrementato notevolmente il patrimonio dell’Istituto che oggi conta circa 5’200 opere.
Il Museo d’arte – rileva Flavio Medici – sorge su un’area ricca di storia. È documentato, a partire dal Duecento, un insediamento retto dagli Umiliati. Nel 1400 l’intera struttura passa all’ordine dei Servi di Maria. Grazie ai Serviti, Mendrisio si arricchisce di importanti edifici religiosi con opere d’arte di grande pregio. Gli interventi riguardano anche la struttura conventuale e pure la scuola impone significative trasformazioni. Dopo la metà del 1800 con la legge che sopprime gran parte dei conventi, i Servi di Maria lasciano il Borgo. Il complesso ospita il ginnasio fino al 1958; in seguito l’ex convento viene adibito a vari usi sino alla nascita del Museo d’arte. Negli anni gli spazi interni hanno subìto ampliamenti e riqualifiche.

Il progetto espositivo
La rassegna autunnale che rimarrà in allestimento fino al 29 gennaio 2023 abbraccia l’intera struttura con duecento opere di 148 artisti, predisposte secondo un ordine cronologico e distribuite in sale tematiche. L’esposizione fornisce una panoramica esauriente dei tesori custoditi e restituisce una veduta essenziale sull’evoluzione del gusto, degli stili e delle iconografie.
Il grande salone al primo piano è dedicato alla pittura del Sei e Settecento con capolavori, tra gli altri, del Maestro della Natività di Mendrisio, del Petrini, del Bagutti, di Francesco Innocenzo Torriani.
Il visitatore è quindi accompagnato attraverso un doppio spazio dedicato all’Ottocento. Dalle suggestive vedute paesaggistiche di Luigi Rossi, Filippo Franzoni, Jean Baptiste Camille Corot… si giunge alla ritrattistica e alle scene di genere in Ticino; la collezione del Museo di Mendrisio può contare su autentici capolavori di Bernardino Pasta, di Antonio Rinaldi, Adolfo Fragutti Visconti e altri ancora accompagnati da un confronto in scultura tra i ligornettesi Vincenzo Vela e Apollonio Pessina.
L’ingresso nel Novecento è rappresentato dall’opera di Pietro Chiesa, di cui il Museo d’arte custodisce un fondo di quasi 400 esemplari. La sala centrale accende i riflettori sul Ticino del secolo scorso, attraverso il suoi paesaggi: qui troviamo nomi quali Gino Macconi, Filippo Boldini, Jean Corty, Ugo Cleis, Anita Spinelli, Guido Gonzato e molti altri. La ritrattistica trova spazio nel corridoio esterno con dipinti di Giuseppe Bolzani, Mariangela Rossi, Edmondo Dobrzansky e sculture di Remo Rossi, Fiorenzo Fontana, Pierino Selmoni…
Un’intera sala è riservata all’arte italiana del XX secolo dove spiccano capolavori di Renato Guttuso, Marino Marini, Mario Sironi e Carlo Carrà tra gli altri.
La panoramica sull’arte svizzera si muove tra antinaturalismo e astrattismo: i lavori di artisti quali Max Huber, Marcel Dupertuis e Gisela Andersch dialogano con la produzione di importanti ticinesi della contemporaneità come Gregorio Pedroli, Massimo Cavalli e Adriano Pitschen. Nella sezione dedicata a disegno e incisione colpiscono i lavori di Salvador Dalì, Giorgio De Chirico, Giorgio Morandi, Aoi Huber-Kono,…
La fotografia trova una sua precisa collocazione a fine percorso. Concludono infine la rassegna due sale dedicate all’arte ticinese contemporanea con opere di Gianni Paris, Serge Brignoni, Simonetta Martini,… e sculture di Max Weiss, Paolo Bellini, Luisa Figini e Petra Weiss tra gli altri.
Il Chiostro è stato trasformato in spazio espositivo e fa da sfondo a lavori di artisti contemporanei affiancati a reperti archeologici legati al complesso dei Serviti.
Il pubblico avrà modo di vedere un video dedicato ai principali lavori della collezione, mentre nel corridoio al pianterreno è stata ordinata una documentazione storica: foto, lettere, planimetrie consentono di esplorare la genesi della struttura museale.
Per festeggiare la ricorrenza dei 40 anni, il Museo organizzerà una serie di eventi collaterali, intimamente connessi a quanto proposto in mostra: conferenze, spettacoli per bambini, letture teatrali e poetiche.
“La collezione 1982 – 2022” a cura di Barbara Paltenghi Malacrida. 23 ottobre 2022 – 29 gennaio 2023. Ma-Ve 10-12 e 14-17; Sa-Do e festivi 10-18. Entrata gratuita.