
Nel solco dell’iniziativa del Centro Culturale Chiasso denominata “Museo diffuso di arte pubblica” che ha preso il via in autunno in occasione dei suoi primi 15 anni di attività, tre nuove opere hanno trovato legittima dimora nei giorni scorsi in edifici pubblici e sono così stati resi dunque accessibili. Si tratta di Elemento argento da serie Uccelli oro (2019) e Burda (2022) realizzati da Mariapia Borgnini, che da martedì 16 dicembre fanno bella mostra di sé al Centro viaggiatori della stazione ferroviaria di Chiasso. Un’altra opera – a firma di Francesco Vella – intitolata Non sarai qui (2015) ieri, giovedì, è stata invece collocata nella sede di AGE SA, in Piazza col Bernasconi.
L’innovativo concetto di museo diffuso è stato coniato dall’architetto Fredi Drugman negli anni Settanta. L’obiettivo? “Valorizzare il rapporto fra uno specifico territorio e il suo patrimonio artistico conservato nei musei, diffondendolo con linguaggi espositivi originali e inclusivi, a beneficio di tutta la comunità”. Detto, fatto. Anche il Comune di Chiasso ha fatto propria questa nobile iniziativa attingendo dal proprio patrimonio artistico.
Le opere collocate sono importanti e sono state donate in occasione di esposizioni tenute al m.a.x. museo e allo Spazio Officina.
Scegliendo diversi edifici aperti al pubblico o aree urbane accessibili di rilievo, oppure con una funzione simbolica e sociale, i promotori dell’iniziativa si sono orientati su precisi luoghi destinati gradualmente ad essere “illuminati” d’arte. Si tratta della sede del Municipio, la Stazione internazionale, le scuole, la dogana e altri ancora. “Si tratta di luoghi fruiti ogni giorno da decine di persone che potranno godere liberamente della bellezza delle opere esposte, ognuna delle quali sarà dotata di una breve scheda descrittiva nonché di un totem con il catalogo della mostra in cui è pubblicata l’opera stessa” – si evidenzia nel comunicato stampa.
Insomma – mettono in evidenza gli artefici dell’iniziativa culturale – si tratta di “un dialogo virtuale fra artisti e cittadinanza, valido oggi e per le generazioni future”.
Non è tutto. Le singole opere saranno svelate man mano e presentate al pubblico a cadenza regolare alla presenza degli artisti e i curatori della mostra, da cui sono scaturite le donazioni.
“Con il prosieguo della manifestazione – promettono i promotori – verrà allestito un dépliant contenente tutte le informazioni per poter visitare le opere del museo diffuso.
L’opera che ha inaugurato il progetto è stata realizzata e donata dall’artista Gianni Realini: si tratta di Esodo (2023, acrilico su tela, 200x 720 cm), collocata nell’atrio del Palapenz e presentata al pubblico lo scorso 13 ottobre.
Le due opere di Mariapia Borgnini rappresentano l’elemento argento della serie Uccelli e Burda, donati dall’artista al Centro culturale Chiasso in occasione della mostra Mariapia Borgnini. L’eco dei richiami (Spazio Officina, allestita dall’ottobre al dicembre dello scorso anno). Per le FFS “la cura delle opere artistiche rientra nella volontà di offrire una buona qualità di permanenza e una bella atmosfera all’interno delle stazioni”.
Alla duplice inaugurazione della seconda e terza opera che ampliano il Museo diffuso di arte pubblica – martedì 16 dicembre e giovedì 18 dicembre – sono intervenuti Stefano Ardò, manager regionale di Regione Sud FFS; Bruno Arrigoni, sindaco e capodicastero Attività culturali; Marco Franciolli, già direttore del LAC e co-curatore della mostra; Nicoletta Ossanna Cavadini, direttrice del m.a.x. museo e dello Spazio Officina e co-curatrice dell’esposizione; nonché gli artisti delle opere d’arte Mariapia Borgnini e Francesco Vella; il critico d’arte Dalmazio Ambrosioni e il direttore di AGE SA Corrado Noseda.
Vella, nato a Caneggio, in Val di Muggio, classe 1945, è uscito dall’Accademia di Belle Arti di Brera. La sua ricerca pittorica parte nei primi anni Ottanta da esperienze post-informali, dove venivano incorporati oggetti e immagini tolti dai vari contesti culturali, così da evidenziare la presenza disordinata ed eterogenea di forze. L’artista, che vive e lavora a Chiasso, ha al suo attivo diverse mostre sia in Svizzera sia all’estero. Lo Spazio Officina nel 2017 gli ha dedicato la sua prima esposizione antologica, intitolata Visioni dell’arte: la ricerca del segno nella pittura.
Luganese, invece, Mariapia Borgnini vive a Lugano, dove ha il suo atelier. Pure lei diplomata all’Accademia di Brera, dalla metà degli anni Ottanta ha esposto in numerose mostre personali e collettive in Svizzera e all’estero. Dal 2001 al 2009 è stata membro della Commissione federale d’arte. Lo Spazio Officina aveva ospitato nel 2024 la sua mostra intitolata L’eco dei richiami, dalla quale sono state scelte le due opere per il Museo Diffuso.







