Ufficiale garibaldino… conquista Seul

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Roberto Regazzoni, con il papillon, insieme a parte della troupe, in occasione della prima lo scorso 22 febbraio a Balerna.

And the winner is… dopo questo celeberrimo incipit pronunciato durante le cerimonie di premiazione, è quello di un ticinese il nome risuonato lo scorso 22 novembre in una sala cinematografica situata nel lussuoso e vivace distretto di Gangnam a Seul. È infatti nella capitale sudcoreana che, al termine della quinta edizione del LIMF Liberty International Movie Festival, al balernitano Roberto Regazzoni è stato assegnato il premio quale “Miglior regista alla sua opera prima” per il cortometraggio a carattere storico Antonio Cattaneo uno tra i Mille.
Roberto Regazzoni, 63 anni, balernitano doc, accanto a una carriera professionale ultraquarantennale nel ramo bancario, ha di pari passo portato avanti con entusiasmo e successo anche una carriera artistica, iniziata già in tenera età con le prime recite a scuola e tra le fila degli scout. Al prestigioso riconoscimento ottenuto per la sua prima volta dietro la macchina da presa hanno sicuramente contribuito la solida formazione attoriale in ambito teatrale di Regazzoni, la sua lunga esperienza pratica sulle tavole del palcoscenico che l’ha spesso visto protagonista di grandi classici. Nel suo curriculum non mancano formazioni specialistiche di attore cinematografico e doppiatore. All’inizio degli anni 2000 si avvicina, in veste di attore, alla settima arte, alle fiction televisive e al cinema indipendente. Sarà su quei set che “ruberà” il mestiere di dirigere artisti e tecnici. Oltre a ciò, dal 2021, conclusa la carriera in ambito finanziario, Regazzoni ha pure cominciato a collaborare con Rete2 della RSI, come attore, prendendo parte alla registrazione di opere teatrali poi diffuse alla radio. Nel videomessaggio inviato a Seul per ringraziare la Giuria del Festival, Roberto Regazzoni ha menzionato l’Associazione Valorizzazione Beni Culturali della Svizzera Italiana di Balerna, presieduta da Silvio Pellegrini, che ha prodotto il cortometraggio. L’idea di realizzare il corto dedicato ad Antonio Cattaneo è nata infatti in quel contesto. Il riconoscimento ottenuto non sarebbe stato possibile senza la professionalità e l’impegno dalla troupe: Regazzoni ricorda pertanto i nomi dei componenti e le rispettive funzioni.
Protagonista, nelle vesti di Antonio Cattaneo, l’attore Marco Capodieci; Veronica Brizzi ha interpretato Giovanna, la compagna di Cattaneo, mentre Micol Sofia Regazzoni e Carolina Rusca due giovani donne dei nostri giorni. La voce fuori campo di Antonio Cattaneo sia nella versione in italiano sia in quella in inglese è dello stesso Roberto Regazzoni il quale ha contribuito anche alla stesura della sceneggiatura assieme a Rolando Schärer. L’attenta ricerca iconografica è stata curata dalle storiche dell’arte Anastasia Gilardi e Micol Sofia Regazzoni che hanno realizzato anche l’impianto scenografico. Direttore della fotografia e montatore, Ivano Giussani. Operatore camera Ariano Trevisan; operatore drone Fausto Cigardi. Trucco e parrucco, Carolina Rusca; costumiste: Piera Gilardi Delsignore e Franca Pellegrini Maestretti che si è pure occupata della traduzione e dell’adattamento in lingua inglese della sceneggiatura originale. Attrezzisti: Cleuza Camargos Schärer e Jonathan Pellegrini. Maestro d’armi, Curzio Cavadini. Catering, Claudio Panzeri. Grafica, Giorgia Succi. Registrazione audio e sonorizzazione, Luca Pelli. Musiche originali composte dal mo. Angelo Riva, con l’assistenza tecnica di Michelangelo Riva ed eseguite dal mo. Fulvio Rosa. L’organizzazione generale del set e l’assistenza alla regia è stata fornita da Silvio Pellegrini. Molti talenti e competenze sapientemente orchestrate e dirette da Roberto Regazzoni. Il risultato è stato una piccola opera con la quale si è voluto raccontare la vita e le gesta di Antonio Cattaneo, (1833-1871) da Mendrisio, ma originario di Balerna, il paese nel quale espresse il desiderio, esaudito, di essere sepolto. Un uomo nato e cresciuto in una terra povera, ma libera come era quella ticinese dell’800, dalla quale più volte partì volontario, spinto dai più nobili ideali, rischiando in prima persona, per donare la libertà a coloro che la libertà non avevano. Antonio Cattaneo che, spendendosi in prima persona nelle battaglie per l’Unità d’Italia e nei ranghi degli Unionisti durante la Guerra di Secessione statunitense, combattendo per la liberazione degli schiavi, offrì il suo contributo diretto alla scrittura della grande Storia. Commuove il fatto che dopo oltre 150 anni dalla sua morte, il “nostro” piccolo eroe romantico abbia saputo conquistare i cuori di una platea non solo geograficamente molto lontana, ma con la quale condividiamo quello che è uno dei valori universali più importanti: la libertà. Un valore, come mai prima d’ora fragile e a rischio in molti luoghi di questo travagliato mondo. Un bene, la libertà, che non va mai dato per scontato e che deve sempre essere difeso e protetto con il medesimo impegno con cui vanno onorati e supportati tutti quegli uomini e quelle donne che in ogni tempo, in ogni luogo, senza secondi fini, per la libertà hanno combattuto e combattono, se necessario, fino all’estremo sacrificio della propria vita.