Gli slogan per colpire l’elettore

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Pier Paolo Pedrini mostra la copertina del libro.

Quali sono gli slogan più gettonati per colpire l’elettore durante la campagna elettorale? Il concetto che “spacca”, che fa sentire sicuro chi pone la scheda nell’urna e al tempo stesso lo incuriosisce. Approfondisce questo “caldo” tema, l’ultima pubblicazione di Pier Paolo Pedrini, dottore di ricerca in Comunicazione, cultura e società, e docente di Comunicazione e di Tecniche di persuasione, ricercatore e pubblicista.

L’ultimo libro di Pier Paolo Pedrini sta alimentando il dibattito sulla comunicazione politica. L’autore si è chiesto se per vincere un’elezione è più importante il programma elettorale o le parole e gli slogan che il politico adotta. Per rispondere ha confrontato i manifesti delle ultime elezioni ticinesi con le campagne di note figure di riferimento estere (Biden, Trump, Zelensky, Macron, Meloni, Putin…) e ha identificato i modelli a cui molti candidati si sono ispirati. La conclusione è che gli slogan sono riconducibili a un frasario di circostanza, a un’appassionata celebrazione dei valori universali, a parole che si devono dire e che hanno la loro origine nella propaganda della guerra e nella pubblicità.
Espressi con l’aiuto di stratagemmi retorici, gli slogan sono una riformulazione del vecchio, dove tutto è prevedibile, con rare eccezioni. Scritto con ironia, il libro può essere letto come delle «istruzioni per l’uso» con riflessioni e suggerimenti ai candidati sul che fare, che dire e come dirlo; e con delle utili chiavi interpretative per i cittadini che non vogliono essere considerati un pubblico distratto e indifferente. Nulla è quindi improvvisato, e forse neanche sincero, perché i manifesti riecheggiano quello che bisogna dire annullando le differenze identitarie dei candidati e dei partiti. Un tempo Giorgio Gaber si chiedeva “Cos’è la destra? Cos’è la sinistra?” e l’enigma resiste perché nella comunicazione tutti, o quasi, si rifanno alla psicologia comportamentale, alle tecniche della propaganda e della persuasione. Chi lo dice? Chi lo pensa? Tutti, senza distinzioni. Aveva ragione Ronald Reagan a pensare che “la politica è stata definita la seconda più antica professione del mondo. Certe volte trovo che assomigli molto alla prima”? Sebbene riconosca che anche per i politici la comunicazione è un campo di battaglia talvolta incompreso e sottovalutato, Pedrini è convinto che il linguaggio sia scontato, poco soppesato, talvolta semplicemente copiato da altri, privato del riconoscimento di un ruolo significativo per la comunicazione della propria identità e che rispecchi una noiosa omologazione in cui tutto è squisitamente prevedibile. La lettura è assai interessante anche perché aiutata da varie citazioni d’autore, da oltre 100 immagini, ed è scritto in modo ironico e divulgativo. Ha quindi ragione Javier Cercas quando dice che “la politica è una cosa troppo importante per lasciarla nelle mani dei politici”? Slogan e campagne elettorali vi aiuterà a rispondere.

“Slogan e campagne elettorali” è dunque il titolo di quest’ultimo libro (Carocci editore, Roma) andato in stampa alla fine del 2024. Prima di questa pubblicazione, il professore – che vive nel Mendrisiotto – si era già reso autore di Propaganda, Persuasion and the Great War (2018), I manifesti nella Grande Guerra (2016) e L’umorismo in pubblicità (2006).