Se dai testi non si capisce un’acca

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La questione è seria. Capire e compilare testi e formulari provenienti dagli Enti pubblici – Comuni, Cantone e dai diversi servizi – può rappresentare un vero e proprio rompicapo. Gli ostacoli si fanno naturalmente più grandi per le persone anziane, chiamate a confrontarsi in un mondo sempre più digitalizzato. Il tema è al centro di una campagna di ricerca partecipativa a livello nazionale, intitolata “Alfabetizzazione amministrativa multilingue: la comprensione viene messa alla prova dalla corrispondenza tra lo Stato e i suoi cittadini” condotta dall’Istituto di plurilinguismo dell’Università di Friborgo.

L’indagine, che include le tre lingue nazionali (francese, tedesco e italiano) toccherà anche Mendrisio, segnatamente LaFilanda, dove uno dei ricercatori, Philippe Humbert e la sua assistente Leda Bonzanini, accoglieranno venerdì 13 e sabato 14 novembre, dalle 14 alle 19, chiunque vorrà presentarsi e portare testi amministrativi che creano difficoltà, per analizzarli dal punto di vista linguistico, sociale e tecnologico. Come ricompensa, per il tempo dedicato, ai partecipanti sarà donato un buono omaggio per l’acquisto di prodotti alimentari del valore di 15 franchi.
Per saperne di più sull’iniziativa abbiamo interpellato il sociolinguista e ricercatore Philippe Humbert, esperto in disuguaglianze linguistiche e istituzionali, a capo dell’indagine avviata due anni fa, nel gennaio 2025 e che si promette di giungere alle conclusioni e ai risultati entro il dicembre 2028.

Quando un testo o una lettera statale risultano incomprensibili si parla di… “burocratese”.
“Il tema è proprio questo. E dire che il problema riguarda anche persone che leggono molto bene e che pure hanno difficoltà a rapportarsi con testi dell’amministrazione pubblica”.

Qual è concretamente la richiesta che rivolgete alle persone che vorranno presentarsi a novembre a LaFilanda?
“Siamo molto flessibili con la tipologia di testi: si possono portare e-mail o lettere di corrispondenza stampate, oppure un formulario che si è dovuto compilare. Testi, insomma, che abbiano creato difficoltà dal profilo della comprensione a livello di scambi scritti. Dal canto nostro chiederemo alle persone che si presentano di spiegarci che cosa è successo, qual è il problema emerso. Uno degli ostacoli, ad esempio, è derivato dal fatto che il formulario doveva essere redatto completamente online e che per lo stesso fosse richiesta la competenza di effettuare un login? Oppure le domande non erano chiare? Sono queste molte delle problematiche che si presentano più comunemente. La raccolta di dati costituirà un contributo importante per la nostra ricerca. Ci aiuterà a capire meglio il problema dal punto di vista linguistico, tecnologico e anche sociale, perché alcune delle difficoltà risiedono proprio nella poca conoscenza del funzionamento delle istituzioni. Gli aspetti che più ci interessanto sono di incontrare le persone e di relazionarci con loro per capire i generi di difficoltà riscontrati in un testo. Non spetterà a noi, naturalmente, proporre delle soluzioni, ma è invece nostro compito indagare le cause e analizzare i dati raccolti. Siamo comunque in stretto contatto con le istituzioni alle quali ci proponiamo di dare nostre raccomandazioni per appianare gli ostacoli e possibilmente introdurre miglioramenti. Non ci aspettiamo naturalmente di compiere miracoli”.
In quale contesto si inserisce la vostra indagine?
“La nostra ricerca è in relazione con la Legge sulle lingue a livello federale, segnatamente con l’articolo 7 che prevede, in sintesi, che le autorità si esprimano in modo comprensibile con la popolazione. Questo progetto offrirà una panoramica delle princiapli difficoltà di comprensione e scrittura, documentate attraverso risorse e situazioni concrete. I risultati della ricerca potranno essere utilizzati per identificare modelli testuali problematici, nonché pratiche sociali, linguistiche e digitali che facilitano l’accesso alla comprensione di un testo. Saranno inoltre proposti suggerimenti per azioni sociali volte a facilitare la lettura e la comprensione della corrispondenza amministrativa. Il nostro studio socialinguistico adotta un approccio etnografico basato su un corpus, combinando metodi quantitativi e qualitativi. È strutturato in tre parti che prendono in considerazione: corpus di testi amministrativi, la componente della redazione di lettere amministrative e quella di lettura, di comprensione e recupero che prevede fra l’altro di analizzare come i destinatari e gli autori collaborano per comprendere la corrispondenza e scrivere una risposta appropriata”.

La ricerca, inaugurata due anni fa e diffusa nelle diverse regioni linguistiche, durerà fino al dicembre 2028. Disponete già di primi risultati?
“Qualche risultato lo abbiamo già raggiunto. Dobbiamo comunque riconoscere che lo Stato stesso sta compiendo sforzi per rendere più comprensibile la propria corrispondenza amministrativa a favore della popolazione. Dal canto nostro avviciniamo la cittadinanza attraverso incontri, come avverrà appunto con l’Associazione LaFilanda, grazie al contatto con il volontario Antoine Casabianca. Più testi riusciremo a raccogliere a novembre e maggiore sarà la nostra opportunità di analisi. È importante precisare che lo scopo non è soltanto incontrare le persone che faticano maggiormente nella comprensione dei testi dell’amministrazione pubblica, ma anche altre frange della popolazione. Penso ad esempio alle difficoltà che concernono un largo numero di cittadini sui premi delle Casse malati oppure con l’AVS e la pensione, tutti aspetti che comportano conseguenze concrete e non trascurabili sulla società”.