“Una trascurabile inquietudine”

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Lo scrittore Gianluca Grossi.

Il romanzo di Gianluca Grossi, intitolato “Una trascurabile inquietudine” sarà in libreria a partire dal 28 gennaio. E non mancheranno occasioni per conoscere la nuova fatica di Grossi nel nostro distretto. Il volume sarà presentato dall’autore giovedì 5 febbraio alle 19 presso la Libreria dei Ragazzi a Mendrisio e sabato 28 febbraio dalle 14 ci sarà un incontro con firmacopie presso il Libraio di Mauro Paolocci. Ma di che narra? Il romanzo è raccontato da un narratore in terza persona. Il protagonista è Magnus Rost (Magnus si pronuncia con la “g” dura), autore della rubrica Cose di Rost, pubblicata sul quotidiano Il Cittadino nella città immaginaria di Levàntia, dove la popolazione vive pacificamente in libertà e tranquillità.

La sua vita di autore di articoli dedicati ai fatti apparentemente trascurabili della quotidianità, ma nei quali egli scorge delle manifestazioni ricche di significato, finisce con le gambe all’aria dopo la pubblicazione di un testo con cui tenta di decifrare il silenzio di una giovane donna, condannata per l’assassinio del marito. L’ipotesi che il suo gesto criminale sia stato attribuito a delle cause pretestuose per archiviare questa brutta storia, gli offre lo spunto per chiedersi se un tale errore non possa occorrere anche di fronte a quelle manifestazioni della realtà generalmente date per assodate. L’articolo viene preso malissimo dagli ambienti intellettuali di Levàntia, dove l’esercizio del dubbio è stato archiviato da tempo. L’editore del giornale punisce Magnus Rost, costringendolo a occuparsi della rubrica degli annunci funebri.
Dopo un periodo durante il quale il protagonista rivoluziona lo stile dei necrologi, trasformandoli in un vero e proprio successo editoriale – gli abitanti della città si sentono ormai liberi anche dall’assillo della morte –, una serie di decessi inspiegabili, che riguardano dei giovani uomini e che vengono accolti dalla popolazione con indifferenza, spinge Magnus a chiedersi che cosa li abbia causati. Tanto più che, ai suoi occhi, la città appare in preda a profondi, violenti e ancora indecifrabili cambiamenti, di cui però nessun altro sembra accorgersi. Ottiene infine dall’editore, in via del tutto eccezionale, il permesso di mettere in guardia Levàntia con un articolo che però, per sua immensa sorpresa e grande delusione, non susciterà alcuna reazione. Il protagonista cade in una nuova crisi, ben più grave e profonda della prima. In lui si fa strada in modo impetuoso una domanda: e se gli abitanti di Levàntia si illudessero soltanto di essere liberi? Se si accontentassero di pochissimo per dirsi e sentirsi liberi? Questo sospetto produce un cortocircuito: Magnus viene ricoverato nella clinica psichiatrica Mirabella. All’insaputa di tutti, è lì che il protagonista matura un proposito dal quale si aspetta la grande svolta: strappare, in extremis, gli abitanti della città all’apatia con la quale assistono alla loro stessa rovina. Ce la farà oppure, ancora una volta, l’apatica indifferenza di Levàntia avrà la meglio sul senso della tragedia?
In questo romanzo Grossi propone un’interpretazione audace e attualissima dei grandi temi con i quali l’umanità, da sempre, si confronta, primo fra tutti la libertà, ma anche il destino, la tragedia e la commedia, il senso della vita, la possibilità di incidere una traccia individuale nella realtà, la violenza, l’amore, la morte, la follia e la ragione, l’esperienza del vuoto, la rassegnazione e la sollevazione. L’autore ne dà una lettura audace e attualissima, controcorrente, appassionata e ironica, che esplora gli abissi e le tenebre della condizione umana. Da lì si sprigiona una luce che permette non soltanto di vedere, ma anche di capire le contraddizioni che ci attraversano, non da ultimo nell’epoca storica in cui viviamo.