Tre campane all’ospedale

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Un’operazione storica si è vista venerdì scorso dalla Piazza di Mendrisio. In parecchi cittadini hanno puntato gli occhi sull’autogrù dal braccio alto almeno 40 metri, utilizzata per calare tre delle cinque campane della Chiesa Parrocchiale Santi Cosma e Damiano: quella grande e le due mezzane. Il credito – votato dal Consiglio parrocchiale in aprile – ammonta a 50 mila franchi. Le campane calate dal campanile sono partite per l’ospedale, nel senso che necessitano di cure.

Ma come nasce quest’operazione? A seguito di un intervento di manutenzione ordinaria delle “voci” della Parrocchiale, la ditta “Dan de Antony”, che lo stava eseguendo, ha evidenziato seri problemi di usura. Eravamo nel novembre del 2024. Cosa si è visto? Che l’isolatore in legno della 3.a campana presentava segni avanzati di usura, in particolare nella parte verso l’esterno del campanile, dove è maggiore l’azione degli agenti atmosferici. Di fatto risultava necessario sostituire questo isolatore per evitare una possibile rottura della ferramenta di sostegno della maniglia. Ma non è tutto. Il battaglio della 2.a campana aveva un problema di aggancio. Da notare che “le campane di Mendrisio presentano un sistema di aggancio dei battagli diverso da quelli tradizionali” si legge nel messaggio per la richiesta del credito necessario al restauro. Hanno cioè un foro vicino alla corona (maniglie) della campana attraverso il quale passa un tirante per il sostegno del battaglio. Questa 2.a campana manifesta un movimento rotatorio inappropriato del battaglio. “Purtroppo – si legge nel messaggio – è necessario smontare completamente la campana dal ceppo per visionare lo stato di conservazione di questo meccanismo di aggancio al battaglio. Anche l’isolatore e la ferramenta della 1.a e 2.a campana presentano segni di logorio”. Viene dunque proposto un abbassamento delle prime 3 campane (le più grandi) dal campanile tramite appunto l’autogrù. Di fatto per eseguire tutto l’intervento è stato necessario trasportare i tre “campanoni” nell’apposita sede di lavoro provvista di carro ponte.

• Di quanto è il loro peso?
Queste 5 campane risalgono al 1907. Nella “Storia di Mendrisio” (1980) di Mario Medici si attesta che “l’ultima rifusione delle campane della parrocchiale avvenne nel 1907 ad opera dei fratelli Barigozzi di Milano e costò franchi 3877,05”. Lo storico di Mendrisio riferiva che la I campana pesava kg 1960, la II 1354,60 chili, poi la III 944,50 kg e la IV 768,50 kg e infine la più piccola – la V – pesava 563,30 kg. Il peso totale era segnalato come 5590,90 kg (bronzo aggiunto kg 279,55). Per dazio, alla dogana di Chiasso si pagarono 84,55 fr.

• Quando dal suono si capiva il sesso del morto
Un tempo vi erano alcuni usi particolari delle campane, scrive Mario Medici nella sua “Storia di Mendrisio”. Ad esempio dell’Ave Maria al mattino, a mezzogiorno e sera; dei Pater noster specialmente nel pomeriggio del venerdì; dell’agonia, del “rumo” per sviare la furia di un uragano o l’arrivo della grandine; e ancora dell’inizio della scuola, delle assemblee, delle votazioni o quando una processione esce o entra dalla chiesa. Si suonavano d’allegria, a distesa, a sbalzo, a morto (e dal tipo di suono si sapeva distinguere il sesso del morto, il grado e la classe del seppellimento), a martello, per chiamare aiuto in caso di incendio, calamità, catastrofi, mobilitazione e di guerra.