L’artigianato diventa digitale

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un’immagine degli spazi e delle attrezzature disponibili tratta dal sito lad.edu.ti.ch attraverso il quale è possibile riservare delle attività.

Trapani e stampanti 3D, cacciaviti e fresatrici CNC convivono all’interno di un unico spazio di formazione e di sperimentazione. Il LAD, Laboratorio di artigianato digitale, è stato inaugurato all’inizio della settimana all’ultimo piano del centro culturale LaFilanda di Mendrisio.

Un luogo dove progettare, esplorare, condividere e creare oggetti con materiali tradizionali e l’ausilio di tecnologie innovative. Obiettivo del LAD è la promozione e la diffusione della cultura digitale attraverso la formazione.
Le riflessioni condotte in seno al CERDD – Centro di risorse didattiche e digitali attivo dal 2015 – hanno portato questa iniziativa nella scuola ticinese. Per volere del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport, il CERDD stimola in effetti l’interesse nei confronti della tecnologia, proponendo azioni di politica scolastica e aprendo dibattiti sull’opportunità di inserire le tecnologie nella didattica e nell’educazione.
È in questo contesto che lunedì, a Mendrisio, sono state aperte le porte del LAD, pronto ad accogliere studenti e docenti curiosi, a garantire sostegno nelle attività didattiche per gli insegnanti e laboratori pratici e scoperta per le classi. Il Laboratorio è accessibile a tutti, dalla scuola dell’infanzia fino alle scuole professionali e superiori.

Digitalizzazione?
La scuola non può restarne fuori
Digitalizzazione? “La scuola non può restarne fuori”. È la convinzione espressa dal direttore del DECS Manuele Bertoli, intervenuto lunedì al taglio del nastro a LaFilanda, “luogo che è stato di produzione e che oggi è centro culturale”. Il consigliere di Stato ha sottolineato il positivo lavoro comune tra Città e Cantone.
Il concetto di artigianato digitale – ha fatto notare ancora – può apparire quasi contraddittorio. E le incognite sono molteplici: quanti lavori nasceranno grazie alla digitalizzazione? Quanti verranno cancellati? L’accento deve tuttavia essere posto su quanto di buono è possibile offrire in questo campo.
Per il direttore della Divisione della scuola Emanuele Berger occorre una visione olistica della tecnologia e consapevolezza dei mezzi a disposizione. Il LAD deve essere inteso, in effetti, come una sintesi di creatività, manualità e tecnologia in un contesto di apprendimento e innovazione.
All’interno del Laboratorio, ha assicurato Daniele Parenti, direttore del CERDD, non vengono eliminati gli strumenti tradizionali quali trapani, matite o saldatori, ma questi vengono utilizzati insieme ad apparecchiature innovative: le stampanti 3D, innanzitutto, ma anche gli scanner 3D, frese CNC, lasercutter ecc. La finalità è legata alla diffusione generalizzata di una cultura digitale.
L’organizzazione stessa genera una serie di interazioni positive, favorendo gli scambi. Il LAD occupa una superficie di 165 m2. All’interno trova posto un mobilio mobile ed estremamente modulabile con tavoli, lavagne e banchi di lavoro, dotati di strumenti e utensili di vario genere. Animatori del LAD di Mendrisio – al quale si aggiungerà un’analoga struttura a Bellinzona – sono Manuel Weiss e Mattia Rossi. Attraverso il sito lad.edu.ti.ch è data la possibilità di riservare le attività. Ai docenti verrà offerta l’opportunità di apprendere per sviluppare dei percorsi didattici legati all’artigianato digitale, secondo il modello “learning by doing”.

L’esperienza delle Medie
Le sedi di Scuola Media di Stabio e di Chiasso sono state pioniere in questo campo con l’introduzione, nel 2014, di stampanti 3D in classe. Ne è scaturito un percorso, sostenuto dal CERDD, che ha permesso di aprire gli occhi sul mondo della fabbricazione digitale e del FabLab, contrazione di Fabrication Laboratory, ossia una bottega 2.0 dotata di strumenti innovativi.
I FabLab sono luoghi dove progettare, condividere esperienze e creare oggetti. L’attenzione è posta sulla dimensione comunitaria e sullo scambio di idee e di competenze tra tutti gli attori che lo frequentano, in un concetto di rete.