Addio allo scultore Pierino Selmoni

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Lo scultore e artista Pierino Selmoni, di Mendrisio, si è spento martedì 22 maggio. Da qualche mese viveva alla casa per anziani Torriani, dove si era trasferito dopo aver avuto problemi di salute. Era nato nel 1927 a Ventimiglia, da genitori di origini ticinesi. Aveva alle spalle una solida formazione acquisita all’Accademia di Brera a Milano, allievo di maestri quali Marino Marini, Giacomo Manzù, Francesco Messina. Mani grosse, cervello fino, come si dice. Fino a pochi anni fa lavorava la pietra con le sue possenti mani presso gli scalpellini; e poi studiava nei dettagli, carta e matita sul tavolo (bravissimo in disegno),  i rapporti  tra lo spazio, le forme, la luce: “Guarda, se il sole batte qui, vedrai l’opera in un certo modo; se la luce cambia, la vedrai in un altro”. L’ultima esposizione gliel’avevano proposta in uno degli spazi culturali più importanti, il Museo Vela di Ligornetto, di proprietà della Confederazione. A ottantacinque anni era riuscito a mostrare tutte le tecniche artistiche di cui era maestro, come pochi. Le sue sculture si trovano in numerosi spazi pubblici; molte anche le chiese, soprattutto in Svizzera interna, in cui aveva lavorato insieme a bravi architetti.
Era una persona colta, ben informata sui fatti,  simpatica, piacevole; sarcasmo e ironia abbonvano nel suo approccio alle discussioni, non di rado accese, quando occorreva. La polemica finiva in arrabbiature solenni ma il più delle volte con grandi risate.