
L’identità della donna ritrovata senza vita nelle acque del Ceresio a pochi metri dalla riva all’altezza di Melide martedì scorso, è stata rivelata nelle ore successive da La Regione. La 52.enne svizzera, domiciliata nel Luganese, è la stessa persona che nelle scorse settimane ha postato su Instagram registrazioni di telefonate con il consigliere di Stato leghista Claudio Zali. Gli audio riportano affermazioni pesanti del ministro che alludono a episodi di violenza nei confronti di una donna e che hanno in seguito condotto alle sue dimissioni a partire da fine settembre. Per la 52.enne, malgrado ogni tentativo di rianimazione, non vi è stato nulla da fare. Per ora si parla ufficialmente di annegamento e non sono stati riscontrati elementi che lascerebbero ipotizzare l’intervento di terzi. Ma gli inquirenti non escludono alcuna pista e attendono l’esito dell’autopsia. Potrebbero fare luce sulle cause del decesso anche gli esami dei dispositivi elettronici. Peraltro, la donna aveva segnalato – con una querela – di essere stata vittima di minacce e di un’aggressione una decina di giorni fa. Le ipotesi di reato – a carico di ignoti – sono lesioni semplici e vie di fatto. La notizia – poche ore dopo – teneva banco anche nei media d’oltralpe, mentre a livello politico sono piovute reazioni e domande di chiarimento.







