Pozzo Polenta: “Mai stati informati dalla Svizzera”

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L’inghippo del Pozzo Polenta non è affare unicamente del Mendrisiotto. Da qualche mese vi si sono chinati anche i vicini lombardi. Ne abbiamo parlato nell’edizione de l’Informatore dello scorso 19 giugno. A 18 anni dall’inquinamento da idrocarburi che colpì il pozzo in territorio di Balerna (zona centro commerciale) e Morbio, “un cittadino del bacino del Lario” – così si autodefinisce – aveva depositato a giugno un esposto formale alla Procura di Como sull’annosa questione.

Fra le domande che sollevava nell’esposto, vi era quella a sapere come mai dalla parte italiana non fosse stato mai eseguito alcun monitoraggio, visto che le acque del Breggia sconfinano a Maslianico e sfociano nel Lago di Como. In quest’occasione, il medesimo “cittadino del bacino del Lario” (nome noto alla redazione) aveva sottolineato come – oltre al suo esposto in Procura -, vi fosse uno sviluppo di carattere politico e cioè il consigliere regionale Angelo Orsenigo (PD) aveva depositato al Consiglio regionale della Lombardia, un’interrogazione scritta che riprendeva le medesime questioni. Ed è qui che si è smosso qualcosa. La Giunta regionale della Lombardia ha infatti risposto formalmente – con nota dell’assessore Massimo Sertori – all’interrogazione del consigliere Orsenigo. “Di questa risposta – segnala il “cittadino del bacino del Lario”, trasmettendocela – tre elementi mi paiono degni di nota.
Primo: la Regione dichiara testualmente di non aver mai avuto conoscenza della situazione del Pozzo Polenta e che “non risultano comunicazioni in tal senso da parte delle autorità svizzere”. Si tratta della conferma ufficiale che, in diciotto anni, la Convenzione italo-svizzera del 1972 sulla protezione delle acque comuni non è mai stata attivata.
Secondo: ARPA Lombardia (Azienda Regionale per la Protezione dell’Ambiente) riferisce che l’unico riscontro di MTBE (metil-tert-butil etere) alla stazione di Cernobbio, a 300 metri dalla foce nel lago di Como, risale all’agosto 2008 (7,7 ug/l) nelle stesse settimane in cui in Ticino emergeva la contaminazione, di cui l’MTBE è uno dei traccianti caratteristici.
Terzo: il monitoraggio sistematico dell’MTBE sul Breggia risulta avviato solo dal 2015, e riguarda le acque superficiali, non la falda in cui la contaminazione si è propagata”. Di fatto, secondo il “cittadino del Lario”, il quadro complessivo a questo punto è: “a 18 anni dai fatti, il procedimento penale si è chiuso per prescrizione senza alcun accertamento di responsabilità; il risanamento è fermo in attesa della decisione del Tribunale Cantonale Amministrativo, e le autorità italiane, come certifica ora la stessa Regione Lombardia, non sono mai state informate. Comunque la si guardi, il sistema di tutela di un bacino idrografico condiviso ha mancato l’obiettivo su ogni fronte”. Questi elementi il “cittadino del bacino del Lario” li ha trasmessi anche alla Procura a integrazione del suo esposto.
Fin qui la posizione del “cittadino del Lario” che attende ancora risposta dalla Procura di Como. In aggiunta alle sue considerazioni spieghiamo che il MTBE metil-tert-butil etere “è un liquido usato come additivio per il carburante. Viene miscelato alla benzina per aumentare l’indice di ottani e la resistenza ai colpi, nonché ridurre le emissioni indesiderate dal tubo di scarico” (fonte Wikipedia).
Confermiamo che al di qua del confine, la situazione è di attesa della decisione del Tribunale Cantonale Amministrativo che ha ricevuto la posizione di tutte le parti in causa. Come ben detto dal “cittadino del Lario” il procedimento penale in territorio svizzero si è concluso con un decreto d’abbandono per intervenuta prescrizione. Eravamo nel 2015. Da anni è invece in corso l’indagine amministrativa e nel 2024 il Dipartimento del territorio ha chiesto alla società ECSA Energy SA di sostenere i costi di un progetto per sistemare l’area. Facendo riferimento alle responsabilità della precedente gestione degli impianti (terminata nel 2003), la Società ECSA Energy SA ha presentato ricorso respingendo le richieste del Cantone.
Davvero è mancata comunicazione fra Svizzera e Italia sull’inquinamento? In base a quanto risulta dalle informazioni di cui disponiamo, i danni dell’inquinamento – che ha messo fuori uso l’importante Pozzo Polenta – sono stati registrati nel sottosuolo, nell’acqua di falda e nella rete idrica locale mentre il fiume Breggia scorreva ad un livello ben più alto e non ha subìto danni.