Due complicazioni per San Vigilio a Rovio

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La Madonna fra gli apostoli nel dipinto di San Vigilio a Rovio.

I restauri del gioiello romanico di San Vigilio a Rovio stanno conoscendo due complicazioni. I tempi di lavoro dell’operazione – che avviene sotto l’ala dell’Ufficio Beni Culturali del Cantone – sono iniziati nel gennaio del 2023 ed era previsto che si concludessero nel 2025. Vengono invece ad allungarsi. Al centro di queste criticità troviamo il rarissimo dipinto della Madonna fra gli apostoli (nella foto) e la sistemazione esterna alla chiesetta che risale al XII secolo.

“Non è un affresco bensì un dipinto quello che raffigura la Madonna di San Vigilio, un gioiello di rarità” spiega Simona De Giuli, architetta autrice del progetto di restauro. “Di fatto dopo i lavori al tetto e alla chiesa intera, la Madonna è venuta a soffrire di troppa deumidificazione e vede sgretolarsi alcuni frammenti della sua pittura. Per ovviare a questa situazione di grave rischio, si è resa necessaria l’introduzione di un umidificatore ed è previsto il monitoraggio dell’oratorio per un anno e mezzo così da riportare la chiesa allo stato di umidità necessario”. Paradossalmente, emerge che la Madonna e gli apostoli non amano il clima secco e stavano meglio nell’umidità che sussisteva prima del restauro. La sorpresa è stata dunque scoprire che ciò che sanava l’edificio, danneggiava il dipinto. La Madonna presenta un’iconografia molto singolare per la postura delle mani con i palmi rivolti al popolo e per il colore rosso del manto che di regola per la Madre di Gesù è previsto blu o azzurro. Durante il restauro è emerso chiaramente questo côté prezioso e raro dell’oratorio, tanto che sono venuti degli esperti del Politecnico di Milano. “Abbiamo ora una chimica e un’architetta restauratrice che ci seguono” continua l’architetta Simona De Giuli.
La seconda complicazione riscontrata nel percorso dei lavori, concerne la sistemazione esterna a San Vigilio. La pianificazione esterna impostata dal locale Consiglio parrocchiale è attualmente in fase di realizzazione e propone un colpo d’occhio nuovo ma – secondo il Cantone – meno fedele al paesaggio originario. Proprio per questa ragione, la scelta locale non è condivisa dagli altri attori dell’operazione di restauro. In particolare, in una lettera inviata a Rovio, l’Ufficio Beni Culturali del Cantone ha chiesto che venga ripristinato l’aspetto originale del giardino. Particolare è anche la posizione di San Vigilio che storicamente è compresa fra i vigneti ed è collocata sopra una roccia, indicando a suo modo la lotta dell’uomo rispetto alla natura. Nella nuova versione, il sedime appare più pianeggiante, le due piante all’entrata sono state tolte e viene portata via una parte dei massi. Fra l’altro, durante il restauro, sotto terra sono stati trovati dei grossi sassi che in passato, delineavano un cammino. Un’ipotesi di lavoro era quella di ricostruire l’antico tracciato a livello del terreno. Se queste sono le attuali posizioni sulla sistemazione esterna, diventa urgente discuterne e coordinarsi. È auspicato un incontro.