
Le Ferrovie federali svizzere non chiuderanno FFS Cargo a Chiasso, dove rimarrà sia il traffico di manovra sia l’officina di manutenzione. È quanto ha dichiarato martedì Roberta Cattaneo, direttrice della Regione SUD delle FFS. Inoltre, la riorganizzazione del traffico merci a carri isolati (TCI) non comporterà tagli in Ticino, ma per 200 dipendenti a livello nazionale, di cui 40 ticinesi, ci saranno dei trasferimenti di sede di lavoro presso FFS Cargo Svizzera o una riconversione professionale.
“I cambiamenti imminenti – indicano le FFS in un comunicato stampa – riguarderanno perlopiù spostamenti del luogo di lavoro del personale operativo. Attualmente, le FFS hanno troppi specialisti concentrati in alcune regioni, troppo pochi in altre. L’azienda deve impiegare il proprio organico dove ci sono merci da trasportare. Pertanto, cambierà luogo di lavoro il personale di locomotiva e di manovra di undici sedi con un volume di traffico molto ridotto o pochi collaboratori”. La direzione delle FFS ha sottolineato che “l’annunciata riorganizzazione del TCI, attualmente in forte perdita, rappresenta una tappa fondamentale nel riassetto del Traffico merci delle FFS e a partire dal cambiamento d’orario del 13 dicembre, il Traffico a carri isolati diventerà notevolmente più efficiente. L’obiettivo è un Traffico merci in grado di finanziarsi autonomamente dal 2033, come indicato dalla Confederazione in veste di proprietaria delle FFS”.
In termini di rafforzamento a lungo termine del traffico merci su rotaia, le FFS evidenziano che “l’azienda deve continuare ad aumentare la propria efficienza: solo così sarà in grado di proporre un’offerta ferroviaria competitiva a lungo termine, di reagire alle variazioni dei volumi e di gestire efficacemente la crescita attesa del traffico merci”. Un settore per cui, per far fronte al grande numero di pensionamenti, le FFS prevedono che nei prossimi anni occorreranno circa 300 nuovi dipendenti. Sui 200 dipendenti a livello nazionale che saranno destinati ad essere trasferiti di sede di lavoro presso FFS Cargo Svizzera o riconvertiti, il sindacato del personale dei trasporti SEV si dice intanto “costernato” e “nonostante tutti i nostri avvertimenti – ha affermato il segretario sindacale Philipp Hadorn – FFS Cargo prosegue con la sua ristrutturazione totale, rischiando di compromettere il proprio futuro e il successo della politica di trasferimento del traffico merci”. Intanto, il Comitato NO allo Smantellamento di FFS Cargo in Ticino ha convocato un’assemblea pubblica martedì 19 maggio al Cinema Teatro di Chiasso in difesa di FFS Cargo di Chiasso (vedi articolo a lato). Mentre il giorno prima, lunedì, a Bellinzona l’Associazione Giù le mani dall’Officina si è pure mobilitata convocando una conferenza stampa per battersi a favore dei posti di lavoro FFS in Ticino. E non si è fatta attendere la reazione dell’autorità cantonale, martedì, dopo l’annuncio della direttrice della Regione SUD delle FFS, Roberta Cattaneo. Il capo del Dipartimento finanze ed economia Christian Vitta, al termine di un incontro con il comitato “No allo smantellamento di FFS Cargo in Ticino” che da giorni sollecitava un faccia a faccia con il Governo cantonale, ha dichiarato: “C’è preoccupazione perché sono posti di lavoro che spariscono dal Ticino”.
E all’attenzione del Municipio di Chiasso, il Gruppo Lega/UDC/Indipendenti (primo firmatario Claudio Schneeberger) ha inoltrato un’interrogazione dall’eloquente titolo, “Riorganizzazione FFS Cargo: quali garanzie per Chiasso, per i posti di lavoro e per il futuro della piazza ferroviaria?”. L’atto parlamentare chiede fra l’altro se l’Esecutivo sia stato informato preventivamente dalle FFS in merito alla riorganizzazione annunciata.
A giugno mobilitazione popolare
Per il primo fine settimana di giugno il Comitato No allo smantellamento di FFS Cargo indirà una manifestazione popolare a Chiasso “cercando il più ampio coinvolgimento delle autorità cantonali e comunali e della Deputazione ticinese alle Camere federali e si propone di organizzare ulteriori forme di mobilitazione”. La richiesta è arrivata martedì sera dall’Assemblea popolare riunitasi a Chiasso, che rivendica inoltre di “evitare qualsiasi ulteriore ridimensionamento di FFS Cargo in Ticino”.
L’Assemblea ha rivendicato inoltre: il mantenimento di tutti i posti di lavoro attualmente esistenti e nessuna soppressione; l’assenza di cambiamenti di statuto per il personale di locomotiva di FFS Cargo che possano comportare riduzioni salariali o demansionamenti; l’insediamento e la creazione in Ticino di nuovi servizi e posti di lavoro FFS in settori chiave. E ancora: l’attivazione di misure concrete e di meccanismi efficaci volti a dare attuazione al dettato costituzionale relativo al trasferimento del traffico merci dalla strada alla ferrovia; l’adeguamento della tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni; e di instaturare un obiettivo di trasferimetno per il traffico merci interno alla Svizzera. L’Assemblea chiede inoltre alla Deputazione ticinese alle Camere federali, al Consiglio di Stato e alle autorità comunali “un impegno attivo e determinato, al fianco del Comitato, nel sostenere e portare avanti queste rivendicazioni”.






