
Da questa edizione, di settimana in settimana, proponiamo ai lettori un interessante lavoro di raccolta, di testimonianze e di personaggi, redatto da Gilberto Bossi e “affidatoci” al fine di pubblicarlo su l’Informatore.
Prima parte
“Notizie storiche della Valle di Muggio”… è il titolo di un interessante libretto di Cesare Santi (1939-2015) stampato 30 anni fa dalla Tipografia Stucchi SA di Mendrisio per conto della Pro Valle di Muggio. Come ben dice nella “Presentazione” il prof. Nino Mafferetti (1917-2014) di Sagno, quello dell’autore è “un piccolo ma pregevole lavoro di raccolta, testimonianze di ricordi e di personaggi che diedero vita al passato, coadiuvato dalle ricerche attente e meticolose di Cesare Santi, esegeta insigne, che ha vivificato momenti sepolti dal tempo, inesorabile cancellatore delle vicende umane”.
Afferma Cesare Santi: “(…) Queste vecchie carte sono molto importanti per la ricostruzione della storia locale che rappresenta lo specchio della cultura che ci sta alle spalle. Vi si trovano notizie e spunti che toccano in modo particolare la toponomastica, l’antroponomastica, il dialetto, gli usi e costumi, l’emigrazione, dettagli della vita pubblica e privata, con speciale riferimento a quanto legato alla vita rurale che un tempo era, assieme all’emigrazione, uno degli elementi esistenziali di maggior importanza”.
Evidentemente non posso qui riportare tutte le testimonianze tratte da atti pubblici e privati riguardanti sia il diritto civile, sia quello penale. Mi limito quindi a segnalare un elenco delle famiglie patrizie della Valle di Muggio non ancora estinte nel 1962 e già presenti in loco prima dell’anno 1800.
Bruzella: Bianchi, Bossi, Fontana, Lupi, Maggi, Milesi, Proserpi, Riboni.
Cabbio: Bacciarini, Bulla, Ceppi, Codoni, Fontana, Maggi, Pedrolini, Zingari.
Caneggio (con Campora): Agustoni, Arrigo, Baserga, Bianchi, Bossi, Caccia, Castellani, Cometti, Galli, Lironi, Lupi, Ortelli, Pagani, Petraglio, Petrini, Ronca, Rossetti, Rossi, Salati, Sancassani, Spandri, Suvà, Vanini, Zanetta.
Casima: Agustoni, Bacciarini, Bulla, Piotti.
Castel San Pietro: Bernasconi, Brazzola, Carabelli, Fontana, Galli, Levi, Maggi, Parravicini, Pozzi, Prada, Sisini, Solcà, Valsangiacomo.
Monte: Agustoni, Folatelli, Lezzani, Ronchetti, Spinedi.
Morbio Superiore: Bianchi, Carabelli, Ceppi, Doninelli, Fontana, Ortelli, Pagani, Pozzi.
Muggio: Barella, Barelli, Bulla, Calvi, Cereghetti, Clericetti, Fontana, Fortini, Schera, Spinelli, Spinetti, Svanascini.
Sagno: Bolla, Chiesa, Fontana, Ponti, Sorio, Spinelli, Tettamanti.
“Ticino, terra d’artisti”, sono queste le parole con cui la Svizzera meridionale dà il benvenuto ai suoi ospiti. Per la verità si dovrebbe dire terra d’artisti emigrati, in quanto le opere che gli architetti, scultori, stuccatori e pittori ticinesi hanno lasciato in patria rappresentano solo una minima parte di ciò che essi hanno creato all’estero (…). Solamente dal piccolo villaggio di Castel San Pietro, che contava allora 480 abitanti, erano giunti a Roma, trai il 1500 e il 1650, sette Fontana, nove Pozzi e quindici Carabelli”.
Lo storico locale Giuseppe Martinola (7 settembre 1908, Mendrisio – 27 luglio 1990) scriveva: “Non sono un contabile e non pretendo alla precisione, ma se ho ben fatto il conto, questo registro documenta quasi 320 famiglie di artigiani, circa 2000 mastri formicolanti in Italia per un periodo di due secoli e mezzo, tutti della stessa regione, certamente bellissima, ma infine grande come il fazzolettone di un vecchio curato di campagna”.
Da alcune delle già menzionate famiglie uscirono personaggi che diedero lustro alla Valle di Muggio in generale e ai rispettivi villaggi in particolare, nel campo artistico – nei secoli scorsi un grande numero di costruttori, architetti, stuccatori, scultori, pittori, accompagnati da una vasta schiera di scalpellini e muratori vallerani, come del resto diede la confinante Valle d’Intelvi – ecclesiastico e politico.
Cito, come primi in ordine alfabetico, gli Agustoni di Caneggio, inseriti nell’elenco delle famiglie patrizie presenti in loco già prima del 1800. Nella prima mappa, risalente al 1855/56, almeno uno scorporo di terreno risulta intestato a un Agustoni e più precisamente “Orto di Battista Agustoni”, confinante a nord del sagrato con gli attuali posteggi pubblici. Il primogenito di Battista e Maddalena, nata Arrigo, fu Giuseppe (1849-1908), architetto, emigrato in Argentina e più precisamente a Buenos Aires , dove conobbe colei che sarebbe diventata sua moglie Juanita (1863 -1939) e dove nacque la diletta figlia Anna Maria che ebbe un ruolo fondamentale nella costruzione dell’Asilo infantile di Caneggio, come vedremo in seguito. Dall’Argentina rientrò, per motivi sconosciuti, in Patria alla fine dell’800. Si stabilì presumibilmente a Mendrisio (sono venuto a sapere dell’esistenza di una “Villa Agustoni”, situata nei pressi dell’attuale via Maderni) e la sua presenza a Milano è certa (aveva una residenza e/o uno studio nella città meneghina?)







