AIM verso la forma dell’Ente

0
217
Tema sotto i riflettori del Municipio quello della trasformazione delle AIM.

La nota rileva pure che “l’obiettivo della riforma è rafforzare l’efficienza gestionale, l’autonomia operativa e la capacità d’investimento dell’Azienda, mantenendo al contempo il pieno controllo pubblico e democratico. Il progetto si inserisce nella visione strategica “Mendrisio 2035” e risponde alle nuove sfide poste dalla transizione energetica, dalla digitalizzazione e dalle normative in costante evoluzione. Secondo il Municipio, il nuovo assetto permetterà di ridurre le rigidità amministrative, accelerare i processi decisionali e sviluppare ulteriori servizi a beneficio delle cittadine e dei cittadini”.
L’Ente come detto gestirà in autonomia infrastrutture e investimenti, pur restando interamente di proprietà pubblica e sottoposto alla vigilanza del Municipio e al controllo del Consiglio comunale. Infatti con questa riforma si intende consolidare il ruolo delle AIM come motore di sviluppo energetico, ambientale ed economico, garantendo servizi moderni, efficienti e sempre saldamente ancorati alla gestione pubblica. Infatti, se da una parte la struttura dell’Ente autonomo di diritto comunale garantisce a AIM un’autonomia gestionale e organizzativa accresciuta dall’altra, attraverso il mandato di prestazione, vengono garantite le possibilità di controllo sull’attività dell’Ente da parte dell’Esecutivo e del Legislativo della Città.
Per quanto riguarda il piano finanziario, la trasformazione consentirà una rivalutazione contabile degli attivi e un incremento del capitale proprio della Città.
“I diritti acquisiti del personale AIM saranno integralmente salvaguardati: chi vi lavora manterrà le stesse condizioni previste dal Regolamento organico dei dipendenti della Città (ROD)”, viene segnalato ancora nella comunicazione.
Le tempistiche? Il calendario prevede che l’Ente autonomo AIM possa entrare in funzione dal 1° gennaio 2027, dopo l’approvazione del Consiglio comunale (tra fine 2025 e inizio 2026) e la ratifica del Consiglio di Stato (ipotizzata a metà 2026).