
Prosegue con una nuova avvincente storia la rubrica de l’Informatore intitolata Lontano, Lontano che si propone di fissare nero su bianco i tratti salienti di chi ha deciso di espatriare dal Mendrisiotto e di eleggere a nuova patria un altro punto geografico del globo. È il turno di Kevin Montorfano che da Novazzano, dopo diverse tappe in Paesi europei, ha trovato dimora e lo slancio di una carriera di cuoco pluripremiato a Bangkok, la capitale thailandese dove lavora e vive con moglie e due gemelline.
Perché e quando ha deciso di emigrare?
“Nel 2013, spinto dal desiderio di ampliare i miei orizzonti sia professionali che personali. In quel momento della mia vita sentivo il bisogno di mettermi alla prova in un contesto nuovo, più dinamico e ricco di opportunità. La scelta non è stata semplice, perché significava lasciare le mie radici, gli affetti e le abitudini, ma ero convinto che fosse un passaggio necessario per il mio futuro”.
Qual è la sua situazione oggi?
“Dal 2013 vivo all’estero, con esperienze in diverse località tra cui Qatar, Dubai, Spagna, Londra, Costa Rica e Thailandia. Questo percorso mi ha permesso di conoscere realtà molto diverse tra loro e di costruire un bagaglio umano e professionale prezioso. Dal 2021 risiedo stabilmente a Bangkok, dove ho trovato un equilibrio soddisfacente tra vita personale e lavorativa. Nel 2019 mi sono sposato con Vinette, originaria del Sudafrica, nel mio paese natale. Nel 2023, a Bangkok, sono nate le nostre gemelline, che oggi crescono serenamente insieme a noi. Nel mondo della ristorazione ho accumulato diverse esperienze lavorative. Dal febbraio 2024 e a tutt’oggi sono Executive Sous Chef al The Landmark Bangkok nella capitale thailandese, una struttura a 5 stelle che comprende 500 camere, 9 ristoranti e impiega 180 cuochi. Sempre a Bangkok nel 2023 ho lavorato come Executive Italian Chef all’Opera Ristorante Complex. Nei due anni precedenti sono invece stato capo cuoco all’Anantar Siam Bangkok Hotel presso il Biscotti Restaurant. Qui in Thailandia ho ottenuto importanti premi e riconoscimenti: la Michelin Plate in Bangkok nel 2021; la Thailand Favorite Restaurants nel 2022 e nel 2023 ho avuto l’onore di entrare a far parte della Guida Michelin Thailandia grazie al lavoro svolto presso l’Anantar Siam Bagkok, traguardo per me molto significativo e motivo di orgoglio personale. Precedentemente ho lavorato in diversi alti prestigiosi ristoranti: in Costa Rica, a Losanna, Londra, Spagna, Dubai e Lugano. Attualmente sono in possesso di un permesso lavorativo come è avvenuto in tutti i paesi dove ho precedentemente lavorato”.
Avverte la mancanza del Mendrisiotto? Ci torna?
“Sì, il Mendrisiotto mi manca, soprattutto per i legami affettivi e per la qualità della vita che vi si respira. Quando posso torno, generalmente una o due volte l’anno, approfittando delle festività o delle vacanze estive. Ogni ritorno è un’occasione preziosa per rivedere la famiglia e gli amici e per riscoprire quel senso di comunità che lì è molto forte. I contatti non si sono mai interrotti: grazie alle tecnologie, mantenere oggi un filo diretto è molto più semplice. Videochiamate, messaggi e incontri periodici durante i rientri mi permettono di non sentirmi mai completamente lontano”.
Quali differenze sostanziali esistono fra Novazzano e la grande capitale orientale?
“Le differenze sono tante e molto evidenti. Parto dalle dimensioni e dal ritmo di vita: Novazzano è una realtà raccolta e tranquilla, mentre Bangkok è una metropoli internazionale, vivace e frenetica. Per quanto riguarda la mentalità: nella nuova realtà c’è maggiore apertura verso la diversità e numerose opportunità professionali, anche se manca un po’ quel forte senso di appartenenza comunitaria tipico di Novazzano. Quanto alla qualità di vita, Novazzano conserva il pregio della natura, della sicurezza e del vivere a misura d’uomo; Bangkok, al contrario, offre un dinamismo unico, una rete di servizi completa e una ricchezza culturale stimolante”.
Quale bilancio trae dalla sua esperienza di espatriato? Lo rifarebbe? Si sente di consigliarla?
“Il bilancio è senza dubbio positivo. Emigrare mi ha permesso di crescere, diventare più indipendente e ampliare i miei orizzonti. Certo, non sono mancati i sacrifici: la distanza dagli affetti e le difficoltà iniziali di adattamento non vanno sottovalutate. Ma nel complesso questa esperienza mi ha arricchito in maniera profonda. Se tornassi indietro rifarei la stessa scelta senza esitazione. La consiglierei a chiunque abbia il desiderio e la forza di uscire dalla propria zona di comfort: vivere all’estero ti costringe a rimetterti in gioco, ma in cambio ti regala esperienze e insegnamenti che ti restano per sempre”.







